Commercio, 8 idee per far risorgere le imprese cittadine

C’è chi punta sulla riqualificazione di verde e centro storico e chi sugli orari o su un calendario di eventi “fuori stagione”
FRANCAVILLA. Il rilancio del commercio a Francavilla è uno di quei punti inseriti da tutti gli 8 candidati sindaci nei rispettivi programmi elettorali.
Un tema sentito, specie dopo un anno e mezzo di pandemia che ha mandato in frantumi gli affari dei tanti esercenti presenti in città, e sul quale la prossima amministrazione comunale dovrà intervenire, anche per valorizzare la ripresa turistica di quest’estate.
Proprio questo è uno degli elementi su cui punta Luisa Russo: «Come prima cosa occorre concedere più spazi pubblici alle attività, dove poter installare strutture leggere capaci di allungare l’estate, andando a destagionalizzare turismo e abitudini», spiega la candidata della coalizione di centrosinistra. «Altra cosa da fare nell’immediato, è migliorare l’arredo urbano, soprattutto di quelle zone nevralgiche come piazza Sirena e piazza Sant’Alfonso, in modo da invogliare le persone a fare una passeggiata tra le vetrine dei negozi. Inoltre ritengo importante far crescere le professionalità dei negozianti, già alte, attraverso corsi di formazione in materia di marketing».
Anche Roberto Angelucci, candidato di centrodestra, punta a «destagionalizzare. Questa è la parola chiave per il rilancio del commercio», spiega l’ex sindaco, che ha redatto un piano ad hoc insieme a Gianluca Pesce, capolista di Noi per Francavilla: «Abbiamo studiato un piano strategico comunale che coinvolga sport, tradizione e cultura, permettendo la nascita di un sistema commerciale turistico integrato. La Francavilla del futuro ha bisogno di più spazi verdi, piste ciclabili e una forte connotazione legata al territorio a km 0. Servirà un sostegno economico alle micro imprese e un piano di valorizzazione delle attività commerciali e artigianali tramite la costituzione dello sportello Europa».
Livio Sarchese, esponente del Movimento 5 stelle, parla di una «valorizzazione dei beni naturali, storici e culturali», attraverso cui attrarre un maggior numero di turisti. «Occorre puntare sulla diversificazione dei prodotti e dei servizi acquistabili e fruibili dai visitatori, così come ritengo di fondamentale importanza la riqualificazione del centro storico della città, vale a dire il paese alto, oggi in stato di abbandono».
Franco Moroni pone l'accento sulla viabilità: «Serve favorire l’accesso alla città e la sosta temporanea per le auto in prossimità degli esercizi commerciali, anche attraverso la realizzazione di parcheggi nei punti nevralgici». Rimodulare la disciplina degli orari di apertura e chiusura delle attività in base a criteri di flessibilità, e incentivare l’avvio di nuovi esercizi con sconti iniziali sulla tassazione».
Camillo Paolini parte invece dai mercati rionali: «Devono tornare a essere un tassello fondamentale della rete commerciale cittadina. Servono poi agevolazioni per tutelare i piccoli esercizi commerciali e gli artigiani, così come va valorizzato il settore marittimo e la pesca». Moreno Bernini di Uniti a sinistra dice «stop a supermercati o ipermercati. Va dato spazio alla piccola distribuzione, facilitando l’accesso al credito, con sportello comunale, il tutto in un’ottica di sostenibilità. Un esempio può essere quello di buoni acquisto per chi è virtuoso nella raccolta differenziata, ma anche gli incentivi ai commercianti che curano la raccolta degli imballaggi». Carmine Montebello propone una «concorrenza tra pubblico e il privato, tramite un’azienda comunale gestita da un city manager e dove far lavorare giovani francavillesi da assumere con meritocrazia. Da qui la nascita di farmacie, alberghi, stabilimento balneare, ristorante e discoteca, tutto di gestione comunale».
Gianluca Baldassarre invece va «sull’apertura di un centro per l'impiago comunale, sulla creazione di nuove associazioni di categoria, riqualificazione delle zone commerciali e promozione dei prodotti locali».
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