Commercio, corsa al digitale Trecento richieste di fondi

5 Giugno 2020

In poche ore “bruciato” il milione messo a disposizione dall’ente camerale

PESCARA. Le imprese di Pescara vogliono innovarsi digitalmente. La conferma arriva dai numeri registrati nel giro di poche ore dalla Camera di commercio nell'ambito del bando pensato per la ripartenza delle piccole e medie imprese, attraverso il digitale. Aperto ufficialmente ieri alle 9, fino al 31 luglio, è bastata solo la prima mattinata per toccare quasi quota 300 domande presentate e arrivare a esaurimento delle risorse.
IL CONTRIBUTO Sono 295 le istanze pervenute all'ente camerale, per ottenere un contributo medio di 4.416 euro, per un totale di 1 milione e 302mila euro da investire sull'innovazione tecnologica.
«Siamo rimasti stupiti dalla velocità con la quale si sono raggiunti questi numeri», commenta Tosca Chersich, dirigente Area promozione dell'ente camerale e referente del progetto. «Ogni anno adottiamo bandi per la digitalizzazione delle imprese, con risorse più contenute. È evidente che le necessità del mercato si sono modificate con l'emergenza coronavirus. Il fondo va ad alimentare innovazioni digitali, come le tecnologie per lo smart-working, per l'e-commerce da affiancare ai tradizionali canali di vendita e per facilitare il distanziamento sociale. Queste possibilità, unite alle procedure più snelle, hanno fatto leva sulla voglia di innovarsi, legata strettamente a questo momento di crisi».
UN MILIONE DI EURO Il bando prevede un plafond da un milione di euro. Le spese ammissibili sono legate a servizi di consulenza, formazione, acquisti di beni e servizi per l’acquisizione delle tecnologie come ad esempio software, piattaforme e applicazioni digitali, e-commerce, sistemi di pagamento e geolocalizzazione. L'entità del contributo finanziabile è pari al 70 per cento, fino a un massimo di 5mila euro. «Nel bando abbiamo inserito la possibilità di partecipare sia per investimenti già conclusi», specifica ancora la dirigente «sia per progetti che dovranno essere completati nell'arco di 90 giorni». La Camera di commercio ha stanziato altri due milioni di euro, con due bandi distinti, per la concessione di contributi per l'abbattimento degli interessi sui finanziamenti previsti dal decreto cura Italia e per l'adeguamento ai protocolli di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus negli ambienti di lavoro. «Il ricorso al bando della digitalizzazione», aggiunge Michele De Vita, segretario generale della Camera di commercio di Chieti Pescara, «ci dice che anche le imprese di piccole dimensioni si stanno riorganizzando, scoprendo le opportunità che la tecnologia 4.0 e il commercio elettronico possono dare. È un dato significativo di una richiesta che ci arriva dal mercato, legata alla necessità di fare un deciso salto di qualità nella digitalizzazione delle nostre strutture».
SALE IL COMMERCIO ONLINE In effetti, secondo le proiezioni in possesso della Camera di Commercio dei fatturati di marzo-aprile, raffrontati con lo stesso bimestre dello scorso anno, tra i settori che in Abruzzo hanno registrato le performance migliori, «con incrementi che vanno dall'8 al 25 per cento, si attestano il commercio online, al primissimo posto», sottolinea De Vita, «la grande distribuzione alimentare e il comparto legato ad apparecchi medicali, materie prime farmaceutiche e specialità farmaceutiche. In queste ultime rientrano anche le imprese che hanno riconvertito la propria attività per la produzione di dispositivi di protezione individuali».
Al contrario, a risentire maggiormente degli effetti del lockdown è il settore turistico, con gli alberghi con un meno 37 per cento, le agenzie di viaggi (- 35), le strutture extra alberghiere -31 per cento e l'organizzazione di fiere e convegni con un -25 per cento. Difficoltà significative affliggono il mondo della ristorazione, ma anche quello del benessere nell'artigianato, come acconciatori ed estetisti.
PESA LA PAURA «Per quest'ultimo settore», commenta Fabrizio Vianale, direttore Confartigianato Pescara che riunisce 2mila imprese commerciali e artigianali, «pesa molto il fattore psicologico. Le persone hanno paura e in alcuni casi sono state registrate perdite del 30 per cento». Il commercio del food and beverage, con ristorazione e bar, presenta criticità nella riapertura stessa, con una piccola parte di attività che ancora oggi non hanno rialzato le serrande.
«Specie per le strutture con tanti dipendenti, tarate per livelli di presenze alti», chiarisce Vianale, «si fatica a ritrovare un equilibrio con le nuove disposizioni. A pesare sul settore di commercio non alimentare, invece, c'è la mancanza di liquidità. Per ripartire concretamente», conclude, «bisogna che tutti, compatibilmente con le proprie possibilità, tornino a fare una vita il più normale possibile, consapevoli che i protocolli servono a tutelarci al 100 per cento».
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