Commercio in crisi per il Covid «Gli incassi continuano a calare»

12 Gennaio 2022

La presidente degli operatori economici Cantagallo lancia l’allarme per i negozi e i pubblici esercizi «Il settore sta soffrendo tanto, l’ordinanza che anticipa le chiusure dei locali è un’altra mazzata»

PENNE. Sono oltre 300 le persone positive al coronavirus a Penne. Nessun ricoverato, ma numeri elevati che fotografano bene la preoccupazione che c'è in città. L'emergenza sanitaria, di riflesso, ha condizionato e continua a penalizzare la piccola economia cittadina. Le attività commerciali, nonostante un Natale passato in zona bianca, non hanno di certo fatto i salti di gioia quanto ad incassi.
«La situazione non è bella. Il commercio sta soffrendo tanto», fa sapere senza mezzi termini la presidentessa dell'Associazione operatori economici pennesi (Aoep) Antonietta Cantagallo. «Le scorse festività natalizie», racconta la presidentessa, titolare della boutique Accènto, «sono andate molto meglio. Si veniva da una zona rossa di novembre e nelle persone c'era più entusiasmo nell'uscire e nell'andare a fare shopping. Quest'anno il numero elevato dei contagi non ha facilitato, gli incassi sono scesi un po’ ovunque da quel che sento, così come non stanno aiutando le restrizioni orarie imposte dalle ordinanze sindacali». «Soprattutto la ristorazione», continua Cantagallo, «sta soffrendo tanto, considerando le tasse che aumentano penso sia davvero dura andare avanti. La restrizione oraria imposta fine a fine mese potrà comportare per alcuni un vero e proprio fallimento economico. Di certo in città c'è paura per il numero crescente di contagi e ci sono poche persone in giro».
L'amministrazione comunale ha stanziato un ristoro da 1.000 euro per le attività in difficoltà, anche se per alcuni esercenti non saranno sufficienti nemmeno a pagare una bolletta. Fino al prossimo 31 gennaio sarà in vigore l'ordinanza sindacale firmata dal primo cittadino di Penne Gilberto Petrucci che regolamenta orari di apertura e chiusura delle attività che svolgono somministrazione di alimenti e bevande. Bar, ristoranti, pizzerie, pub, gelaterie, potranno aprire dal lunedì al venerdì dalle 6 alle 23, mentre il sabato e la domenica la chiusura è stata posticipata alle 24. Bar, ristoranti e pub, in pratica, non potranno fare entrare nuovi clienti oltre l'orario stabilito di chiusura. Chi si trova all'interno del locale e sta consumando può continuare la propria cena o la propria consumazione.
Rientrano nella restrizione anche quei locali che effettuano vendita da asporto, nonché i circoli privati e le attività artigianali e commerciali al dettaglio su posto fisso e su area pubblica. All’interno dei locali, inoltre, non potranno svolgersi spettacoli ed intrattenimento di qualsiasi natura.