Commesso di 29 anni trovato morto in casa

Il giovane originario di Termoli lavorava in un negozio di abbigliamento sportivo in centro. Le scuse scritte su un biglietto
PESCARA. Un bigliettino per chiedere scusa a tutti. È tutto ciò che rimane della tragica scelta di un 29enne di Termoli, Nicola Cappella, che viveva e lavorava in centro a Pescara. Ha deciso di farla finita, l’altra notte, in casa. Lo hanno trovato senza vita le sue coinquiline e a nulla è servito l’intervento del 118 che hanno allertato nella speranza che il 29enne potesse salvarsi. Ma non è servito a nulla. Il cuore del giovane si era fermato per sempre e il medico del 118 arrivato nell’abitazione, in pieno centro, non ha potuto far altro che constatare la morte del 29enne. Ogni tentativo di rianimarlo si è rivelato inutile. Poi l’arrivo dei carabinieri, nell’alloggio che il giovane condivideva con alcune ragazze, e l’avvio di tutti gli accertamenti del caso per capire i motivi del suo disagio, accertare se avesse problemi, fisici o psichici anche per arrivare ai motivi che potrebbero averlo spinto in questa scelta. Approfondimenti necessari, tra l’altro, per ricostruire le sue ultime ore di vita ed escludere eventuali responsabilità di terzi.
Il giovane, che lavorava come commesso in un negozio di abbigliamento sportivo del centro, sapeva che chi gli voleva bene, chi lo conosceva, avrebbe sofferto. E proprio per questo in casa ha lasciato un biglietto, un messaggio di addio, ma anche una richiesta di scuse, rivolta a tutti. Un dolore enorme per la famiglia, per i suoi affetti, i suoi amici, con tanti interrogativi su una decisione che non ha lasciato spazio ad alcuna alternativa, in un venerdì sera di svago e di divertimento per tanti giovani, in città, mentre in quella casa si consumava una tragedia.
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