Comprano vino con assegni scoperti, nei guai

La polizia scopre una truffa da 30mila euro ai danni di 13 aziende vinicole. Il bottino in una casa in città
PESCARA. Per la polizia che li ha denunciati, dopo aver scoperto un giro illecito di oltre 30mila euro, si tratta di una banda di truffatori seriali. Accusati, in questo caso, di aver comprato diverse partite di vino con assegni scoperti ai danni di tredici aziende vinicole abruzzesi. Eleganti e insospettabili, acquistavano partite di vino in bottiglia pagando con assegni a vuoto. E poi lo rivendevano. Quando arrivavano le prime richieste di pagamento, la banda si dileguava e la truffa ricominciava altrove. Per questo motivo sono finiti nei guai con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa D.M.D classe ‘60, residente a Loreto Aprutino, già noto alle forze dell’ordine, D.E.T 58 anni, di Montesilvano ma senza fissa dimora, anche lui già noto alle forze dell’ordine; mentre è stato denunciato per ricettazione R.D. 49 anni di Pescara, con precedenti.
Per gli investigatori della squadra Mobile diretti da Pierfrancesco Muriana, si tratta di un filone di criminalità poco conosciuto, ma molto redditizio, scoperto grazie a un’indagine della sezione Reati contro il Patrimonio che ha consentito di individuare a Pescara, proprio in casa della persona denunciata per ricettazione, uno dei posti dove la merce truffata dalla banda veniva stoccata in attesa di essere rivenduta. Nell’abitazione pescarese sono state trovate 600 bottiglie di vino, tutte restituite ai legittimi proprietari, che tuttavia, secondo gli investigatori, sarebbero sono solo una parte della merce truffata. Dell’associazione criminale faceva parte anche una donna, che gli investigatori stanno cercando di identificare. Tra le vittime dei truffatori c’è anche il proprietario di un locale commerciale di Silvi dove i presunti truffatori avevano stabilito la sede legale della loro “azienda”, salvo poi sparire all’improvviso senza pagare l’affitto.
Eppure, questi “manager” della truffa si presentavano con stile professionale ed eloquio fluente. Di solito truffavano più aziende per piccole somme di denaro, perché così si fanno meno controlli e perché magari una perdita relativamente modesta non viene neppure denunciata. Per evitare questo tipo di truffe la Polizia consiglia di chiedere la visura camerale storica; di diffidare di chi ha cambiato troppi responsabili in pochi mesi e di controllare è la sede legale: le ditte truffaldine quasi sempre hanno sede in una città, ma piccole filiali in molte altre, per depistare le indagini. È bene prestare attenzione anche a chi non contratta tenacemente. Gli imbroglioni sono interessati solo a farsi consegnare la merce.

