Computer accesi tra la gente per raccontare la grande festa di Centrissimo

Abbiamo cercato un modo per confidarvi, un istante dopo l’altro, le emozioni di questo speciale di otto pagine sulla festa che accende le strade del paese
TORRE DE’ PASSERI. Quarant'anni trascorsi a vivere al fianco della nostra gente, a raccogliere e raccontare ogni singola storia, ogni problema intimo, ogni sussulto di gioia e ogni successo del territorio abruzzese. Ed è con lo stesso spirito che ieri sera abbiamo cercato un modo per confidarvi, un istante dopo l’altro, le emozioni di questo speciale di otto pagine dedicato a “Centrissimo”: l’Arrostiland del Centro che accende Torre de’ Passeri per i quarant’anni del giornale. La nostra casa per un pomeriggio è una redazione mobile parcheggiata sulla terrazza di piazza Giovanni XXIII, coordinata dalla regia di Roberto Raschiatore. Dietro gli schermi dei portatili ci siamo noi: Gianluca Lettieri, Sabrina Dei Nobili, Alberto Mutignani, Ilaria Orsini e Daniele Cristofani.
Osserviamo le migliaia di volti che riempiono la piazza per l’evento guidato dal direttore del Centro Luca Telese e da Walter Nanni, attore, regista e volto noto di Rete8. Nel piazzale, a governare il flusso delle interviste, ci sono i cronisti al completo insieme al caporedattore Domenico Ranieri, mentre da corso Mazzini a piazza 6 Aprile 2009, risalendo lungo via San Rocco e piazza Kennedy, la gente si riversa sulle strade tra cibo e buona musica. Tutto intorno a noi è una festa per i sensi: il profumo degli arrosticini che si leva alto, i brindisi con la birra, il sorriso di una folla che si riappropria degli anni e della storia di questo quotidiano. Sotto gli occhi di migliaia di visitatori, l’avventura comincia alle 19 con Dacia Maraini, per poi cedere il passo alle voci di Pino Aprile (“L’intelligenza artificiale e i suoi dilemmi”), Arianna Farinelli (“Il mondo al tempo di Trump”) e Sergio Rizzo (“Gli italiani in fuga dalla democrazia”). L'intero ciclo si spegne con Antonio Padellaro con “La mia Italia elegante e felice”. Da qui inizia la magia.
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