Comune assicurato ma paga lo stesso

25 Novembre 2015

MANOPPELLO. Una tegola sulle prosciugate casse comunali. Circa due anni fa si verificò uno spiacevole incidente al campo di gioco della scuola primaria di via Staccioli di Manoppello Scalo. Un minore...

MANOPPELLO. Una tegola sulle prosciugate casse comunali. Circa due anni fa si verificò uno spiacevole incidente al campo di gioco della scuola primaria di via Staccioli di Manoppello Scalo. Un minore rimase ferito dal ribaltamento di un cancello metallico che, a una verifica tecnica della Asl, risultò difettoso negli ancoraggi e carente del blocco di fine corsa. Ne scaturì un contenzioso, poiché la famiglia del minore, tramite l’avvocato Simona Ripalvella di Chieti, chiese all’ente municipale, sulla scorta di una perizia tecnica, un risarcimento danni di circa 41 mila euro.

Il Comune, protetto da assicurazione per danni contro terzi, interessò la compagnia assicuratrice che stipulò la polizza e che, dopo la conclusione di una trattativa, propose una transazione di 23 mila euro accettata dalla controparte.

Sembrerebbe il racconto di una storia a lieto fine con la parte lesa che si accontenta per non incorrere in lungaggini che avrebbero solo ritardato la conclusone con maggiori oneri. Ma il lieto fine è stato solo per il danneggiato che intascherà la somma accettata. Per il Comune, invece, quell’accordo costituisce una vera e propria batosta poiché una delle clausole del contratto assicurativo prevede una franchigia di ben 20 mila euro. A carico della compagnia assicuratrice vanno pertanto solo 3 mila euro, mentre i restanti 20 mila devono essere tratti dalle casse comunali. Così, al danno causato al minore, si aggiunge anche la beffa per cui la giunta municipale ha dovuto autorizzare il responsabile del contenzioso a sottoscrivere l’atto di transazione che prevede di corrispondere alla famiglia del minore venti rate mensili di mille euro ciascuna.

«Auguriamoci che questa brutta storia, che per fortuna non ha causato danni gravi al piccolo», dicono i cittadini che hanno seguito il caso, «apra gli occhi agli amministratori, affinché rimoduli le clausole del contratto assicurativo e tolga, o stabilisca, una franchigia molto più bassa». Un passo necessario, poiché sembra che il fenomeno della richiesta di danni al Comune, per incidenti che si sono verificati negli ultimi tempi e attribuibili alla responsabilità dell’ente, sia diventata una moda che costringerebbe l’ente municipale ad esborsi continui per somme sotto i 20mila euro. Altro onere per il Comune una ricognizione della pericolosità delle strutture pubbliche. (w.te.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA