Comune e teatro nella ex scuola

Bussi, pubblicato il bando per affidare i lavori. Il sindaco: appalto entro un mese
BUSSI SUL TIRINO. Se tutto va secondo programma, a primavera il Comune di Bussi verrà trasferito nella ex scuola elementare intitolata a Lola Di Stefano, la maestra-eroina che nel 1954 perse la vita per salvare i suoi alunni in seguito a una fuoriuscita di cloro da un vicino stabilimento chimico, e della quale ricorre il centenario della nascita. Il municipio ha infatti pubblicato il bando per affidare i lavori per completare la ristrutturazione dell’edificio, dopo i problemi che c’erano stati con la ditta che li aveva cominciati. «Contiamo di assegnare l’appalto entro un mese», dice il sindaco Salvatore Lagatta, «e di completare gli interventi nei tre o quattro mesi successivi, sempre sperando che, anche in questo caso, non ci siano condizionamenti a causa dell’emergenza sanitaria».
Il recupero del vecchio edificio scolastico ha comportato un investimento complessivo da parte dell’amministrazione locale di circa un milione e mezzo di euro, 680mila dei quali destinati a questa ultima tranche di interventi. In passato sono state ultimate le opere principali e la messa in sicurezza dell’edificio. Ora invece, per restituire alla cittadinanza l’edificio non più utilizzato in seguito ai danni subiti con il terremoto, bisognerà rifinire gli intonaci e i pavimenti, completare l’installazione dell’ascensore e sistemare i servizi igienici.
Ad arricchire la nuova sede comunale ci sarà anche una struttura per spettacoli ed eventi: «Nella vecchia palestra che è stata demolita», aggiunge Lagatta, «verrà realizzato un teatro da circa duecento posti, nel quale il municipio potrà ospitare anche iniziative di vario genere e dare una sede, o comunque un luogo di ritrovo, ad associazione culturali che operano sul territorio». L’avvio degli ultimi lavori coinciderà quindi con il centenario della nascita di Lola Di Stefano, che tra le altre cose dovrebbe essere ricordato anche con una pubblicazione curata da alcuni parenti. Lola Di Stefano morì nel gennaio del 1954, dopo che si spese per mettere in salvo i propri alunni, poiché la zona della scuola era stata investita da una nube tossica causata da una fuoriuscita di cloro.
La maestra, allora 34enne, si curò di coprire il viso di tutti i bambini con un fazzoletto, e li accompagnò il più lontano possibile dalla scuola. A causa delle inalazioni venne ricoverata all’ospedale di Sulmona e morì pochi giorni dopo. Per il suo gesto venne insignita dalla medaglia d’oro al valore civile.
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