Comune, giro di vite sugli immigrati

Penne. L’amministrazione punta ad assumere un maggiore controllo sui rifugiati convertendo i centri accoglienza in Sprar
PENNE. Sono 140 gli immigrati richiedenti asilo ospitati nei quattro Cas (centri di accoglienza straordinari) presenti sul territorio di Penne. Un numero che nel corso degli ultimi anni è oscillato, toccando addirittura il picco delle 200 presenze, sempre in base alle esigenze della prefettura di Pescara.
I 140 immigrati oggi sono distribuiti in quattro strutture: 56 nella struttura del Lapiss, gestita dalla Coop Cogecstre; 63 tra la casa di riposo De Sanctis Del Bono e il Centro Pluviano, entrambi gestiti dalla Asp Pescara e 21 ospitati nella palazzina di Blanzano gestita dall’Ati formata dalla Play gold Chieti ed Ahg resort di Gallipoli. A parte qualche piccolo inconveniente, i richiedenti asilo non hanno mai avuto problemi con la comunità locale. Il governo cittadino del sindaco Semproni punta comunque a restringere il numero degli immigrati e soprattutto ad aver un maggior controllo sugli arrivi.
Per questo la giunta ha approvato una delibera di adesione alla rete Sprar, sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. L’intenzione dell’amministrazione è di riconvertire i Cas esistenti, non tutti, in Sprar. «Aderendo alla rete Sprar», spiega l’assessore alle politiche sociali Lorenza Di Vincenzo, «il Comune diventa responsabile del progetto avvalendosi di alcuni enti strumentali, ma assume un maggior controllo. Stiamo elaborando una progettualità finalizzata alla presentazione di una candidatura da avanzare al ministero dell’Interno nell'ambito della selezione dei progetti territoriali per aderire alla rete Sprar. Il Comune di Penne intende rivestire il ruolo di componente attivo all'interno di tali progetti, attraverso i quali lo Stato italiano partecipa ai più ampi sistemi europei e internazionali di protezione dei rifugiati e richiedenti asilo». «Al fine di rafforzare il ruolo del Comune di Penne», fa presente, «intendiamo accedere alle risorse dello Stato previste nel Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo (legge 189/2002) per avere una gestione più sostenibile al fine di garantire un successo nell’integrazione dei giovani richiedenti». «Le strutture per lo Sprar», avverte, «verranno individuate da un apposito bando pubblico che il Comune di Penne emanerà prossimamente, privilegiando la trasformazione dei Cas attuali in Sprar, e riducendo comunque i numeri assegnati attualmente ai singoli Cas». «Le risorse del fondo saranno messe a disposizione dei soggetti partecipanti allo Sprar attraverso la procedura concorsuale indetta dal ministero dell’Interno per la selezione delle proposte provenienti dagli enti locali, aventi ad oggetto l’organizzazione e gestione di vari servizi di accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati, da accogliere nei rispettivi territori», conclude l’assessore.
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