Comune, scontro maggioranza-revisori

18 Marzo 2015

Il sindaco: risanamento dei conti possibile in 28 anni. Dezio: entro il 2016 pagheremo tutti i debiti

PESCARA. Il muro contro muro tra la maggioranza del sindaco Marco Alessandrini e il collegio dei revisori dei conti si scopre di fronte al parere condizionato al piano di riequilibrio finanziario pluriennale. Per mettere ordine tra i bilanci dell’ente e sanare quel disequilibrio strutturale ereditato da anni di cattiva gestione amministrativa, secondo il centrosinistra è possibile spalmare il disavanzo in 28 anni anziché nei 10 previsti dall’organo contabile. Il che, secondo il direttore del dipartimento amministrativo Guido Dezio, il vero regista della manovra che ora si dice pronto a presentare delle controdeduzioni e ad attendere il pronunciamento della Corte dei conti regionale, equivale a dover corrispondere allo Stato rate annuali più snelle e poter contare su margini di spesa più ampi. «Non sconfessiamo i revisori, ma abbiamo visioni diverse», commenta Dezio. Le otto pagine firmate dalla triade composta da Domenico Velluto, Roberto Orsini e Rocco Menaguale sono state integrate da un ulteriore documento. Il collegio ha messo per iscritto il parere “favorevole con condizione” specificando in maniera perentoria che la massa passiva, nel frattempo lievitata da 41 milioni e 839mila euro a 50 milioni e 219mila euro, dovrà essere sottoposta a copertura «entro il termine decennale, non essendo applicabile al disavanzo di amministrazione del consuntivo 2014 il termine di 28 anni». Inoltre, il piano dovrà essere accompagnato da un bilancio di cassa «sviluppato per le stesse annualità, con evidenza dei rimborsi del fondo di rotazione, del ripristino delle entrate vincolate utilizzate e dei saldi parziali e finali di tesoreria». In base ai rilievi mossi dal collegio dei revisori, il disavanzo di amministrazione ammonta oggi a 50 milioni e 219mila euro per via di un aumento del fondo crediti di dubbia esigibilità: dalla base di calcolo erano stati esclusi «alcuni residui attivi importanti» che «presentano un elevato profilo di rischio», ma «sono conservati integralmente nel bilancio» e «determinano una situazione di non congruità».

Quindi, ai 41.511.178,73 euro del fondo iniziale si aggiungono altri 7 milioni di crediti pregressi vantati dal Comune nei confronti dell’Aca più 1 milione di residui attivi dalla Asl, dalla Regione e dalla Provincia. «Un raffinato tecnicismo», spiegherà poi il sindaco Alessandrini, «dei miei preziosi angeli custodi ci consentirà di spalmare il disavanzo in 28 anni. La rata del mutuo sarà più bassa, 1,8 milioni all’anno anziché 5, e inciderà meno sulla collettività. Non abbiamo dubbi che la Corte dei conti possa esprimere parere favorevole». La maratona in consiglio comunale comincia questa mattina e dovrebbe concludersi entro il 31 marzo, 90 giorni dopo l’approvazione della delibera che ha dato il via al predissesto. Come specificato in una nota del ministero dell’Interno, con la procedura di riequilibrio finanziario il Comune ha accesso a un’anticipazione del fondo di rotazione, pari a 33 milioni e 481mila euro con possibilità di incremento fino al 25 per cento, che apre uno spazio di manovra di 6.616.630,88 euro a valere sul patto di stabilità.

Il primo passaggio formale, la votazione del piano in commissione Finanze, si è concluso con il voto favorevole del centrosinistra, il no di M5S e l’astensione del centrodestra. «Già nei primi tre anni», rimarca l’assessore Bruna Sammassimo, «andremo a ridurre 10/11 milioni di spesa. Non saranno tagli, ma scelte mirate che ricreeranno economie nella nostra città». «Entro la fine del 2016», è la promessa di Dezio, «il Comune avrà pagato tutti i debiti pregressi, comprese le spese dell’avvocatura dello Stato stimate in 25 milioni di euro in via prudenziale. In questo modo tutte le forniture saranno pagate in 60 giorni, una cosa mai accaduta nella storia di questa amministrazione. Andremo a rivoluzionare l’ufficio tributi e saremo più vicini a regioni come l’Emilia Romagna». Oggi, consiglio alle 10.

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