Comuni esclusi dagli aiuti: è bagarre in Consiglio

Gran parte del cratere sismico fuori dall’elenco per i contributi di Stato alle imprese Il centrosinistra: «Un errore». Marsilio: «Una scelta equilibrata, revisione nel 2023»
È scontro totale tra centrodestra e centrosinistra sull’assenza di gran parte dei Comuni dei crateri sismici nell’elenco della nuova Carta degli aiuti di Stato per le imprese. Il Consiglio regionale ieri ha infatti respinto il documento dell’opposizione sull’impegno a riscrivere immediatamente la Carta, approvando invece quello della maggioranza, che apre alla revisione già prevista per giugno 2023.
Al centro del contendere c’è lo strumento europeo con cui viene concesso un potenziamento – dal 10 al 30% – dei sostegni alle imprese presenti nei territori svantaggiati. Ma nell’elenco approvato a fine 2021 dalla giunta abruzzese, ci sono solo sette dei comuni colpiti dai sismi del 2009 e del 2016/2017, tra cui L’Aquila e Teramo, quest’ultimo unico della sua provincia. A gettare benzina sul fuoco, anche la campagna per le elezioni comunali, a partire da quelle aquilane.
«Questa carta è un errore, si abbandonano i territori provati dai sismi», dice il centrosinistra, in questo guidato da Pierpaolo Petrucci, che con il suo sciopero della fame dei giorni scorsi ha ottenuto la discussione del tema nella riunione del Consiglio regionale in scena ieri. «È un elenco equilibrato, avevamo limiti, abbiamo dato priorità ai Comuni che avevano la possibilità di sfruttare questa occasione», ha ribattuto il governatore Marco Marsilio. Tra loro toni altissimi, in un duello verbale tesissimo.
LE TRE ZONE ABRUZZESI
Come ha ricordato Marsilio, dopo la Brexit e la trattativa con Governo e Regioni, l’Abruzzo ha avuto la possibilità di includere nella Carta degli Aiuti di Stato una fetta più ampia del territorio rispetto al passato, ma comunque con un limite: un’area abitata complessivamente da 720mila abitanti, a fronte di una popolazione regionale che invece è di un 1,3 milioni. Ogni zona in elenco deve ospitare almeno 50mila abitanti e Comuni tutti contigui. La giunta ha creato tre zone. Nella prima rientrano solo Comuni del Teramano, compreso il capoluogo. La seconda parte dall’Aquila, raggiunge la Marsica, ma si estende anche nel Pescarese fino a Città Sant’Angelo. La Terza, la più ampia delle zone, include le aree industriali del Chietino e un’altra porzione del Pescarese, comprese fette della stessa città di Pescara.
IL DUELLO IN CONSIGLIO
«Escludere gran parte dei Comuni degli crateri sismici dalla Carta è una scelta sbagliata e da correggere», ha detto in apertura Petrucci, «così si crea anche concorrenza sleale tra i territori del cratere abruzzese e quelli di Lazio, Umbria e Marche, dove invece sono stati tutti o quasi inseriti nella Carta degli aiuti di Stato». Petrucci è tornato a lamentare l’assenza di concertazione e ha chiesto l’immediata revisione dell’elenco dei Comuni. Al suo fianco, hanno preso parola anche Americo Di Benedetto, Sandro Mariani e Dino Pepe, il quale ha aggiunto: «queste zone hanno bisogno di investimenti e occupazione per tornare a vivere, noi le stiamo lasciando sole».
La replica della maggioranza con Mauro Febbo, primo firmatario della risoluzione della maggioranza approvata, e di Vincenzo D’Incecco. Poi Marsilio, che ha attaccato Petrucci per lo sciopero della fame – «una sceneggiata» – e ha difeso la scelta: «Nella Carta abbiamo dato priorità alle Zes, che senza questa ulteriore misura non possono decollare, ma anche ai capoluoghi e alle aree industriali che possono effettivamente utilizzarla. Per includere tutto il cratere – quindi anche Comuni che hanno zero imprese e che comunque beneficiano di altre possibilità – avremmo dovuto avere spazio per altri 80mila abitanti».

