Comuni, i precari saranno regolarizzati

17 Aprile 2023

Gli assunti a termine per i progetti Ue potranno essere stabilizzati: è la novità principale della norma pronta entro aprile

L'AQUILA. Avrà ricadute dirette anche in Abruzzo il decreto che interviene sulla governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il provvedimento, modificato soprattutto durante l’esame in Commissione bilancio di Palazzo Madama, passa ora alla Camera, dove dovrà essere approvato entro il 25 aprile prossimo. Dallo Spid ai pagamenti, il decreto contiene molte norme che interessano, tra l’altro, il settore energetico e quello della Pubblica amministrazione. Tra le altre novità arriva la possibilità per gli enti locali di stabilizzare i precari assunti a tempo determinato con contratti biennali nell'ambito di una serie di progetti Ue. PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.
È uno dei capitoli principali del decreto, che riguarda direttamente la Pa: gli enti locali potranno stabilizzare i precari assunti a tempo determinato, con contratti biennali, nell'ambito di una serie di progetti dell'Unione Europea.
Ma non è questa l'unica misura a carattere pubblico: il decreto si compone di una serie di interventi variegati che vanno dalle rinnovabili allo Spid, dagli incarichi ai vertici della Pubblica amministrazione alla riforma Cartabia. Via libera senza modifiche, dopo qualche approfondimento tecnico, anche a un emendamento del governo sull'accelerazione dei pagamenti della pubblica amministrazione.
SPID: LA NORMA PONTE.
Sempre per quanto riguarda il mondo del lavoro pubblico arriva l'estensione, anche per gli enti per i quali viene prevista la ratifica della nomina con la sola informativa alle Camere, della possibilità di un incarico retribuito ai vertici dell'amministrazione pubblica per il personale in pensione fino al 2026. Con il decreto spunta anche una norma ponte sullo Spid attraverso una tantum di 40 milioni ai gestori, per gli adeguamenti tecnologici richiesti dalle nuove modalità operative imposte del Pnrr.
DISSESTO IDROGEOLOGICO.
C'è, poi, la proroga di 24 mesi per i certificati, i permessi e le autorizzazioni per gli interventi per la rete a banda ultra larga. Proroga anche, fino a dicembre, dei tempi per l'emanazione dei decreti attuativi della riforma Cartabia sulla magistratura. Via libera, sul finale, anche a un emendamento che prevede l'utilizzo del dipartimento Casa Italia della presidenza del Consiglio dei ministri per combattere il dissesto idrogeologico.
Diverse le misure sul fronte delle energie rinnovabili: nell'ambito dell'obiettivo del Pnrr della transizione verde il provvedimento prevede l'esenzione dalla valutazione di impatto ambientale per una serie di infrastrutture green. Arrivano 41 milioni, tra il 2025 e il 2027, per il polo siderurgico di Piombino. Una serie di misure riguardano, inoltre, i progetti legati al Giubileo 2025 da realizzare senza barriere architettoniche. E viene previsto un piano per il posizionamento di totem con defibrillatori per soccorsi dei fedeli.
AGRIVOLTAICO.
Si spinge anche sulla realizzazione di impianti agrivoltaici innovativi. L’obiettivo, previsto dal Pnrr, è di installare almeno 1,04 gigawatt entro il 30 giugno 2026. Per agrivoltaico si intende l’uso di un terreno sia per produrre energia elettrica, tramite l’installazione di pannelli solari, sia per realizzare attività agricole che di allevamento. L’agrivoltaico è, da tempo, una delle soluzioni più caldeggiate dagli esperti per la transizione energetica.
Una delle critiche che viene mossa più spesso nei confronti dei parchi solari riguarda il consumo di suolo. Un problema che per l’agrivoltaico non si pone. Questo sistema permette infatti di far coesistere sullo stesso terreno sia la produzione di energia che la coltivazione della terra. Dal punto di vista economico, si tratta di un’occasione ghiotta per le aziende agricole, che possono contare su un forte risparmio in bolletta generato proprio dall’uso dei pannelli solari. Ma i benefici non finiscono qui. Secondo gli esperti, infatti, l’ombra proiettata dall’impianto fotovoltaico permette di avere una maggiore resa del terreno e ridurre il consumo di acqua per l’irrigazione.
Il decreto prevede una serie di incentivi per stimolare l’installazione di nuovi impianti agrivoltaici avanzati. In particolare, si riconosce un contributo del 40% dei costi e una tariffa incentivante sull’energia elettrica che viene prodotta e immessa in rete. (m.p.)