Comunità abruzzese sotto choc Adesso in 20 mila hanno paura

POPOLI. Sono sconvolti dal dolore ma, non si arrendono e vogliono continuare la loro battaglia di solidarietà per il Venezuela. Si tratta dei tanti italo-venezuelani del centro Abruzzo che hanno...
POPOLI. Sono sconvolti dal dolore ma, non si arrendono e vogliono continuare la loro battaglia di solidarietà per il Venezuela. Si tratta dei tanti italo-venezuelani del centro Abruzzo che hanno fatto sentire la loro vicinanza alla famiglia di Matteo Di Franscescoantonio, il 21enne di Popoli ucciso a colpi d'arma da fuoco.
Una morte atroce arrivata i a pochi chilometri dalla città di Maracay, dove una decina di giorni prima, era stato assassinato con un colpo di pistola alla testa Dino Ruben Tomassilli 25 enne originario di Pratola Peligna. «I due giovanissimi, facevano parte della nostra comunità e siamo addolorati per la loro morte, ma nello stato sudamericano, c'è bisogno di tutto dall'acqua nei supermercati alle medicine negli ospedali», racconta il medico dell'ospedale di Sulmona, Edoardo Leombruni, presidente dell'associazione Latinoamericani in Italia (Ali) e coordinatore nazionale del programma di solidarietà Ayuda humanitaria para Venezuela, «è una battaglia alla quale non possiamo sottrarci e spesso le nostre medicine fanno in modo che altre vite non vadano perse a causa della crisi politica ed economica e dell'embargo. Fattori che stanno trasportando il Venezuela in una spirale di violenza senza precedenti».
Basti pensare che proprio la capitale Caracas, distante solo un centinaio di chilometri dai luoghi degli omicidi dei due italo-venezuelani, è diventata la città più pericolosa al mondo con 120 omicidi ogni 100mila abitanti. Una condizione grave che coinvolge direttamente i circa 2milioni di Italo-venezuelani, dei quali almeno 20mila sono abruzzesi. Persone nate da matrimoni tra persone di diversa nazionalità o semplicemente venuti al mondo nello stato sudamericano in seguito alle ondate migratorie dall'Italia verso il Venezuela.
Per tutti gli interessati che vogliano contribuire alla donazione dei farmaci, spediti con canali sicuri in modo da evitare che finiscano nel mercato nero, si possono pendere informazioni dal sito internet www.ayudahumanitariavenezuela.org o alla pagina Facebook dell'associazione. (f.c.)
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