Con il pass o senza: le regole

15 Agosto 2021

Ferragosto, i consigli e le raccomandazioni di Parruti: «Niente abbracci, è troppo rischioso»

PESCARA. Il Viminale ha annunciato per oggi massima attenzione alle attività di controllo del Green pass da parte delle forze dell’ordine, con verifiche nei luoghi turistici e nei locali della movida e multe da 400 a 1.000 euro. Accertamenti che non risparmieranno nemmeno l’Abruzzo, dove per la giornata di Ferragosto arrivano anche le raccomandazioni dell’infettivologo Giustino Parruti che avverte: «Vanno evitati abbracci e contatti ravvicinati».
COSA FARE
CON IL GREEN PASS. Dallo scorso 6 agosto il Green pass è obbligatorio per sedersi ai tavoli interni di bar e ristoranti e accedere a eventi sportivi, spettacoli anche all’aperto, palestre, piscine, centri termali, cinema, teatri, parchi tematici, fiere e congressi, mentre dal primo settembre anche per salire su aerei e treni a lunga percorrenza. Tutte regole che nemmeno oggi concedono eccezioni.
Quindi, ad esempio, chi prediligerà una giornata all’insegna della cultura visitando una bella mostra o un museo, la certificazione verde è obbligatoria. Inoltre, chi si sposterà e nel corso del viaggio si fermerà in autogrill, dovrà avere la certificazione per sostare in un’area di servizio e consumare al chiuso, al tavolo. Invece non è richiesta per la consumazione al bancone. Non occorre il Green pass per andare in albergo. Ma c’è da fare una distinzione per i servizi offerti da queste strutture. Se il ristorante è aperto solo ai clienti dell’albergo, infatti, non servirà. Se invece il ristorante della struttura è aperto anche a clienti che non alloggiano nell’albergo, e si vuole consumare al chiuso, il Green pass andrà esibito. Sarà necessario anche per andare in piscina o nella palestra della struttura, anche se si è clienti.
SENZA GREEN PASS. E chi non ha ancora la certificazione verde cosa può fare oggi? Chi, ad esempio, ha intenzione di recarsi in parchi tematici e di divertimento deve necessariamente avere il Green pass. Per cui, in assenza di questo e senza avere alcuna intenzione di cambiare programma, è concesso l’ingresso tramite tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti. Non viene preclusa la possibilità, invece, di passare una giornata in spiaggia, sì anche alle piscine all’aperto. Nessun problema per pranzi e cene fuori, se il cibo però viene consumato all’esterno.
PARLA L’ESPERTO. Che si abbia o no il Green pass, Parruti tuttavia predica prudenza. «Sui contatti ravvicinati con la variante Delta non si scherza», dice l’infettivologo. Poi il rinnovato appello a igienizzare spesso le mani: «Questa azione deve far parte del repertorio dei nostri comportamenti. Lavarsele interrompe una frazione molto importante della catena di trasmissione, proprio perché l’efficienza di trasmissione del virus è molto alta con la Delta: bastano poche unità infettanti per trasmettere la malattia».
La certificazione è comunque uno strumento utile secondo l’esperto: «Ci aiuta tantissimo, prenda ad esempio uno stabilimento balneare dove si può accedere al chiuso a pranzo solo con il pass, qui ci sarà molta più sicurezza per tutti i presenti». Montagna o mare, esiste una meta più sicura dell’altra?
«Non c’è troppa distinzione, dipende tutto dal comportamento che si tiene. Le faccio due paralleli: se vado una giornata in mare e sto sul bagnasciuga o in acqua, per un certo numero di ore, ho un rischio di trasmissione quasi azzerato data la situazione ambientale. Se però mi reco allo stabilimento e abbraccio chiunque incontro, in meno di quindici minuti il pericolo di contagio è concreto. Se vado in montagna a fare un’escursione, senza avvicinarmi a nessuno per 20 ore, e poi entro in una baita e abbraccio tutti, il rischio è lo stesso».
Ed a proposito di rischi, molti giovani potrebbero minimizzarli con la volontà di festeggiate a tutti i costi: «A loro dico che la possibilità di evitare uno scenario catastrofico dipende da un atteggiamento di leale responsabilità collettiva», commenta Parruti. «Se salta la lealtà siamo tutti nei guai», conclude. Dobbiamo essere coscienti dei rischi prima, non dopo aver tenuto comportamenti irresponsabili». (d.b.-a.s.)