«Con me Francavilla più bella e ricca di eventi»

15 Settembre 2019

L’amore per la città, la riqualificazione dei quartieri e il rilancio del turismo «Farò una lista civica: chi mi succede, dovrà continuare a combattere il degrado»

FRANCAVILLA. Dice Antonio Luciani di essere diventato sindaco perché era stanco di vedere la sua città nel degrado. «Forse in vita mia ero entrato due o tre volte in Comune. Mai fatto esperienza di consigliere comunale. Quella di sindaco è stata la mia prima esperienza politico-amministrativa».
Un’esperienza cominciata la prima volta nel 2011 per Antonio Luciani, nato all’ospedale di Chieti («ma io sono francavillese») il 7 febbraio del 1969, avvocato, sposato con figli, sindaco di centrosinistra in una sfida che la prima volta lo ha visto vincente contro altri 5 candidati. Nel 2016 è stato eletto con 9.232 voti personali su 14 mila voti validi: quasi il 66% di preferenze. Ma per governare non bastano i voti dei cittadini: domani il consiglio comunale dovrà approvare il riequilibrio di bilancio e c’è un po’ di maretta in maggioranza. Bisogna smussare qualche angolo, rivedere alcune posizioni. «Sono in ritardo, ma andrà tutto bene», riprende fiducioso Luciani, intervistato in redazione dal direttore del Centro Piero Anchino e dai giornalisti della cronaca.
«Governerò fino al 2021 e riuscirò a portare a termine buona parte delle opere programmate. Non so se mi ricandiderò consigliere, di certo farò una lista. Il mio erede o la mia erede? Ora è troppo presto per dirlo, ma chiunque sarà il mio successore dovrà continuare a combattere il degrado e a fare sempre più bella questa città che amo, e per la quale mi sacrifico praticamente 24 ore al giorno».
Quale Francavilla sta costruendo il sindaco Luciani?
«Sono uno dei pochi sindaci che nell’ultimo ventennio ha dato un disegno a Francavilla», prosegue Luciani. «Ho disegnato la città lungo una direttrice ideale, la spina dorsale che è il lungomare, che presto, con la realizzazione del ponte ciclopedonale sull’Alento, unirà la nostra costa. A questa direttrice ho inserito dei centri di attrazione: piazza Sant’Alfonso, la Sirena, il Foro. Tra queste attrazioni alcune particolarità, come il porto turistico e l’Asterope. Il tutto con la volontà che mi ha spinto a candidarmi: la lotta al degrado e la riqualificazione di ogni quartiere per fare la città sempre più bella. Qualsiasi nuova idea nata negli anni si è dunque inserita in questo disegno. Come piazza Sant’Alfonso o la pedonalizzazione di largo Vergani. Su largo Vergani ho detto una piccola bugia: non riaprirà alle auto neanche dopo l’estate ».
Un’estate sfavillante, con tanti eventi che hanno richiamato migliaia e migliaia di turisti. Quanto spendete ogni anno per fare tutti questi eventi, e quanti turisti avete registrato quest’estate?
«Non ho i numeri, ma davvero abbiamo riempito la città in ogni occasione, con ospiti di gran rilievo», continua il sindaco. «La spesa complessiva è stata di circa 600mila euro. Da due anni abbiamo inserito la tassa di soggiorno che quest’anno dovrebbe portare alle casse del Comune circa 200mila euro. Gli altri fondi arrivano in gran parte dal Comune, ma anche dalla Regione e dagli sponsor privati. Ogni associazione cura il suo evento, che può essere il Blu Bar, il Festival della Filosofia o la festa del Foro, e i soldi che investiamo in queste attività si moltiplicano con effetti benefici spalmati su tutta la città, grazie all’arrivo dei turisti. Purtroppo, Pescara si è tirata indietro dal discorso dei bus navetta, altrimenti avremmo avuto un ritorno maggiore, tenuto conto dei concerti di Gianna Nannini e di altri artisti importanti».
Il mare è la principale attrattiva di Francavilla, che per tre mesi vive grazie al suo richiamo. Ma la costa francavillese è anche una spina al fianco dell’amministrazione comunale e degli operatori balneari.
«Il fenomeno dell’erosione aveva messo in ginocchio soprattutto le attività della parte a nord della città», racconta Luciani. «Abbiamo avuto dalla Regione un finanziamento di 900mila euro per realizzare undici pennelli sui primi tre chilometri e mezzo della costa, pennelli che con il tempo dovrebbero rinfoltire la spiaggia. Ho dovuto litigare con Opere marittime e Regione per fare questi lavori, ma ora mi danno tutti ragione. È invece ancora allo studio il tipo di intervento da fare sugli altri tre chilometri e mezzo di costa. Intanto abbiamo rinforzato gli scogli davanti al pontile della Sirena».
Un’opera che ritenete importante per avere nuove ricadute positive sul turismo è quella del porticciolo... ma anche quest’estate la struttura è rimasta incompleta.
«I lavori riprenderanno a ottobre con un finanziamento di un milione di euro. Entro l’estate prossimo potrà essere utilizzato e accoglierà le prime barche».
Su quali opere punterete nel prossimo futuro?
«Dobbiamo riqualificare tutta la città, soprattutto nelle zone interne di Francavilla, che vuol dire mettere almeno i marciapiedi a norma e rendere praticabili le strade. Questo lavoro proseguirà anche a San Franco e in periferia, dove abbiamo iniziato a mettere in sicurezza le frane»
Ritiene che Francavilla sia una città sicura per i suoi cittadini?
«Le letture da fare sono due: c’è la sicurezza dei dati statistici che ci dice che i reati sono diminuiti e c’è la sicurezza percepita dai cittadini che pure è diminuita. La percezione viene data da fattori generali e, spesso, anche nazionali, come la paura infondata nei confronti degli immigrati. Francavilla è sicura e per fortuna non registra i fenomeni della vicina Pescara. Questo non vuol dire che non ci siano furti, droga e prostituzione, ma grazie all’ottimo lavoro svolto da tutte le forze dell’ordine posso affermare che la città è tranquilla. La guardia resta comunque alta».
Che cosa farà Antonio Luciani dopo il secondo mandato da sindaco? Tornerà in Comune, magari da consigliere o da assessore, aspettando poi la candidatura alla Regione?
«Davvero ora non sto pensando al 2021, ma alla Regione ci avevo pensato lo scorso anno (il sindaco si era dimesso per candidarsi alla Regione, per poi ritirarsi dopo la candidatura di Giovanni Legnini, ndr), e per un motivo ben preciso. La Regione è l’ente che legifera, e una legge può cambiare la vita delle persone e di intere comunità, in meglio e in peggio».
E che cosa pensa dell’accordo nazionale tra Pd e Cinque Stelle? Si potrà replicare anche qui, nella Regione Abruzzo?
«Sul territorio i simboli contano poco, contano le persone. Io una pregiudiziale non ce l’ho, ma prima dobbiamo vedere come si comportano i pentastellati al governo nazionale. L’organizzazione sta cambiando, si sta trasformando da movimento in partito. Valuterò dai fatti. Io sono stato sostenitore di Matteo Renzi, ma poi i fatti mi hanno fatto cambiare idea. Magari anche i Cinque Stelle riusciranno a farmi cambiare idea su di loro».