«Con me non trovano spazio atteggiamenti sessisti»

3 Ottobre 2014

PESCARA. Caro Direttore, care amiche e amici, care colleghe e colleghi». Inizia così la lettera in cui tre giorni prima delle elezioni del 15 settembre per il rinnovo della direzione del dipartimento...

PESCARA. Caro Direttore, care amiche e amici, care colleghe e colleghi». Inizia così la lettera in cui tre giorni prima delle elezioni del 15 settembre per il rinnovo della direzione del dipartimento di Lingue e letterature della d’Annunzio, il professor Pier Carlo Bontempelli invia a sorpresa il suo programma elettorale e manda su tutte le furie il direttore dimissionario D’Antuono. Perché il programma elettorale riassunto in 12 punti, inizia subito con un attacco nei suoi confronti in relazione alla data delle elezioni «che avrebbero dovuto essere convocate entro il 30 giugno ma così non è stato». Poi va avanti sottolineando che «non sono state convocate, ormai da molto tempo, le elezioni per il presidente del corso di studi LM37. Inoltre, nel Senato accademico di luglio sono state formulate richieste di posti e un posto da ricercatore. Non mi risulta che il consiglio di dipartimento ne abbia mai discusso. Mi piacerebbe capire in base a quali parametri il nostro Direttore ha preso questa decisione. Questi fatti mi hanno spinto a porre la mia candidatura alla direzione».

Di qui il suo impegno «a rinnovare nel momento stabilito dallo statuto d’ateneo il consiglio, la giunta e i presidenti dei corsi di studio» e a ridurre al minimo le riunioni informali («le decisioni vanno ricondotte alle loro sedi istituzionali»).

Sottolinea che «le conferme triennali non possono essere oggetto di contrattazione o di pressioni indebite. Chi ha lavorato regolarmente sarà confermato con la massima equità e simpatia». Dice che «non si userà la pratica delle mozioni di condanna e di stigmatizzazione nei confronti di altri colleghi e conclude: «L’Accademia è un’istituzione gerarchica e come tale può diventare pesantemente ricattatoria. A questa idea vorrei contrapporre la concezione di una comunità scientifica e didattica in cui non trovano spazio atteggiamenti oppressivi, costrittivi o sessisti». (s.d.l.)

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