Concerti, cultura e sport Ecco il parco del Lavino

Riparte la stagione delle attività sul fiume azzurro: attese oltre mille persone Previsti controlli nella zona. Di Fiore e Chiacchia: «Nuovi servizi entro l’estate»
SCAFA. Il mulino Farnese che diventerà un museo dedicato alla storia di Scafa; le acque sulfuree per rinfrescarsi durante l’estate; una pista ciclabile; la geocupola a due passi dal fiume per immergersi in una natura selvaggia e incontaminata; il chiosco bar per rifocillarsi e, poi, personale sanitario a vigilare sulla sicurezza di cittadini e turisti durante le feste di Pasqua. Riparte la stagione degli eventi lungo le sponde del Lavino, conosciuto come il fiume azzurro per la colorazione delle sue acque. Lo scorso anno l’area è stata presa d’assalto da un migliaio di visitatori. «E quest’anno contiamo di replicare e superare questi afflussi», dicono il sindaco Giordano Di Fiore e il vice Gianni Chiacchia. Per domani, Pasquetta, sono previsti controlli, coordinati dal consigliere delegato Gianni Iezzi.
L’amministrazione sta mettendo a punto il calendario delle manifestazioni per l’estate 2024. «Saranno i nostri giovani», spiega Chiacchia, «a scegliere gli eventi della stagione che già prevediamo sold out. Lungo il Lavino ci saranno concerti all’aperto, laboratori di meditazione e artistici per grandi e piccini nella geocupola coordinati da Marco Rulli dell’associazione Globuli Green». I più romantici potranno ammirare il secentesco palazzo Farnese, costruito in pietra sull’acqua e di proprietà del Comune: «Quasi 20 anni fa è stato rinnovato con un primo intervento strutturale», dice il vice sindaco, «a breve saranno realizzati gli impianti di illuminazione. L’intenzione dell’amministrazione è quella di creare, all’interno, un museo che racconti la storia del paese circondato dai tre fiumi, Lavino, Orta e Pescara. Sono ancora visibili anche le macine, originali del tempo». Il Comune sta lavorando all’installazione della pubblica illuminazione «che arriverà a breve» anche lungo la pista ciclabile di 5 chilometri che collega il centro del paese fino al confine con Roccamorice e ai territori minerari della zona. Sarà riaperto il chiosco bar e le attrezzature da picnic installate nella zona punteggiata di verde e pietrisco. E presto il punto ristoro sarà attrezzato di «un bagno autopulente posizionato al di fuori del chiosco». Le due pozze di acque sulfuree attenderanno i turisti che «vorranno immergersi e rigenerarsi» l’estate che verrà. Intanto proseguono i lavori di costruzione della cupola geodetica, realizzata in legno, alta cinque metri per cento metri quadrati di estensione lungo le sponde del Lavino: sarà un luogo di cultura e biodiversità, benessere e conoscenza della flora fluviale. Il progetto “Impatto Zero” è finanziato con 185mila euro del ministero per le Politiche giovanili. «Non volevamo che il Parco Lavino si riducesse a un luogo di festa con vino e fornacelle, ma che diventasse un luogo di cultura, accoglienza e aggregazione sociale», dice Chiacchia che annuncia,

