«Concerti nel nuovo stadio? Sarà difficile»

L’assessore allo Sport Diodati: l’impianto sarà dedicato solo al calcio. Gli organizzatori: dovremo portare altrove i big
PESCARA. «Non è detto che i concerti non si possano organizzare. Casomai si potranno individuare dei giorni specifici, anche se, teoricamente, essendo esclusivamente dedicato al calcio, vi potrebbero essere delle difficoltà».
Le parole dell’assessore comunale allo Sport, Giuliano Diodati, pongono più di qualche dubbio sul ritorno, nei prossimi anni, dei big della musica italiana e internazionale, nello stadio Adriatico-Cornacchia, se questo, com’è nei piani del Comune, dovesse essere ceduto in concessione, attraverso un bando pubblico, per cinquant’anni, a una Società calcistica. Anche se il modello al quale si starebbe lavorando per il nuovo stadio - che dovrebbe diventare un luogo dove non ci si recherà più solo una volta alla settimana, per assistere ad un incontro di calcio, ma dovrebbe diventare un’area che attiri famiglie e giovani, con negozi, ristoranti e intrattenimenti vari, tanto da divenire fruibile tutti i giorni della settimana – è quello di Udine, un impianto con 25.000 posti tutti al coperto, utilizzato però anche per i concerti nei quali si arrivano a contare anche 30.000 persone.
«Certo», spiega Diodati, «anche da noi potrebbe essere così. Solo che dovremmo stabilirlo già nella gara d’appalto. Ovvero, dovremmo chiarire sin da subito che il Comune si riserva alcuni giorni per poter ospitare questi tipi di appuntamenti», aggiunge l’assessore. Tuttavia già la sola eventualità di non poter allestire dei concerti all’Adriatico ha messo sul chi va là gli organizzatori più noti della città.
«Io a questa ipotesi non voglio neanche credere», puntualizza subito Aldo Caprini, organizzatore di concerti a Pescara con un curriculum trentennale. «Sarebbe la prima volta che un fatto del genere accade in Italia», sottolinea, «cioè che si vieti di organizzare dei concerti in uno stadio».
«Secondo me», continua ancora Caprini, che in passato è stato titolare della tensostruttura di viale Pindaro, il Palagaslini, con i suoi 4000 posti, «sarebbe un obbligo, per il Comune, continuare a garantire la possibilità di concedere lo spazio ai concerti. Tanto, in fin dei conti, al massimo, sarebbero cinque le date in un anno», osserva Caprini, che a Pescara ha portato Vasco Rossi, Sting (per il celebre concerto per i Parchi), Claudio Baglioni, Jovanotti, Ligabue, i Litfiba e finanche Fabrizio De Andrè, «col suo ultimo concerto, al Palagaslini. «E poi», prosegue l’organizzatore, che ora lavora, tra gli altri, per Mtv e Radio 105, «in alternativa non ci sarebbero neanche i palasport. Ce n’è uno da 1500 posti», conclude Caprini.
Sulla stessa lunghezza d’onda è Marco Bocchino, organizzatore pescarese della Delta concerti di Bari, che in città, negli anni scorsi, ha fatto esibire, tra i tanti, Ligabue, Laura Pausini, i Deep Purple e i Modà. «A Pescara non ci sono altri luoghi oltre allo stadio. Dovremmo dunque organizzare i concerti altrove», cocnlude Bocchino.
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