Concerto di Arisa È scontro sui fondi

FRANCAVILLA. Tra folclore, canti e devozione, si è rinnovato il rito de Lu Sant’Andonie. Anche quest’anno, il comitato spontaneo guidato da Francesco Bevilacqua ha riproposto la rappresentazione...
FRANCAVILLA. «Un bilancio equilibrato risponde alle esigenze di tutti i cittadini e, oltre ad occuparsi dei bisogni dei più deboli, ha il compito di promuovere lo sviluppo, attraverso iniziative che incentivino la vita economica della città. In tal senso, la promozione turistica in una realtà come Francavilla, per noi, è una priorità». Così l’assessore alle Politiche sociali, Francesca Buttari, controbatte all’attacco del gruppo consiliare Pd che ha accusato il Comune di aver attinto ai fondi del sociale per pagare il concerto di Arisa e le luminarie di Natale.
«Il grande impegno finanziario nelle politiche sociali del Comune è fuori discussione, considerando che con Piano di zona, Piano locale per la non autosufficienza, legge per le politiche per la famiglia e risorse dei capitoli comunali, l'investimento finanziario è di 1 milione e mezzo di euro, di cui solo il 35 per cento cofinanziato Regione e Stato», prosegue l’assessore, ricordando anche il recente finanziamento Inps per gli interventi di assistenza domiciliare innovativa.
«Non abbiamo ridotto di un centesimo i capitoli del sociale, pur avendo trovato una situazione di bilancio disastrosa di cui, chi ci critica, è quantomeno responsabile di essere stato solo a guardare», accusa a sua volta Buttari.
«Credo che la risposta ai bisogni dei cittadini, e soprattutto delle fasce più vulnerabili, non passi solo per le politiche di assistenza: è necessario investire per far ripartire l’economia delle nostre comunità».
«Ricordo che, nonostante la disastrosa crisi economica, a Francavilla abbiamo visto nascere nuove attività commerciali», afferma il sindaco Antonio Luciani, «che abbiamo il dovere di sostenere con un’attività costante di rilancio della città. Sono citate associazioni che si sarebbero lamentate della nostra azione. Vorremmo conoscere quali, perché questa genericità non aiuta nessuno a migliorare». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

