Inchiesta sulle spiagge libere a Pescara: sedici indagati, coinvolti imprenditori e dirigenti comunali

Sono 9 titolari delle società affidatarie degli spazi balneari e 7 dirigenti, tecnici e funzionari comunali. Per la Procura, il Comune avrebbe rilasciato la concessione senza la delega necessaria della Regione
PESCARA. Le spiagge libere di Pescara finiscono nel mirino della procura della Repubblica e il pm titolare dell’inchiesta, Andrea Di Giovanni, fa partire 16 avvisi di garanzia insieme all’avviso di conclusione delle indagini. Sotto inchiesta finiscono nove titolari di società che gestiscono questi spazi liberi di spiaggia lungo tutto il litorale pescarese, e sette tra dirigenti, funzionari e tecnici del Comune di Pescara che avrebbero avuto un ruolo nel rilascio dell’autorizzazione.
Si tratta di Gaetano Silverii (dirigente settore pianificazione del territorio), Antonio D’Alessandro (dirigente settore sviluppo economico), Carmelinda Angelillo (istruttore tecnico), Isabel D’Ercole (funzionario di elevata qualificazione), Paola Fiorini (responsabile del servizio demanio marittimo), Antonio Cetta (istruttore tecnico) e Aldo Cicconetti (dirigente settore tecnico).
Il fulcro dell’inchiesta riguarda appunto queste autorizzazioni che avrebbe rilasciato il Comune pur non avendo la specifica e richiesta delega della Regione Abruzzo.
Parliamo di violazione di articoli del Codice della navigazione (54 e 1161) e l’accusa contesta la violazione di un Regio Decreto del 1942 che recita così: «Vittorio Emanuele III per grazia di Dio e per volontà della Nazione, Re d’Italia e di Albania, Imperatore d’Etiopia... approva il testo del codice della navigazione», tutt’ora valido anche se aggiornato.
In sostanza, ed è questa la contestazione della procura per ogni singola struttura nata in questi ultimi anni (il periodo di contestazione va da giugno 2021 a luglio 2025), il Comune avrebbe rilasciato le autorizzazioni ai singoli titolari di società che ne fecero richiesta, non avendo però nessuna delega da parte della Regione.
Prendiamo come esempio uno dei capi di imputazione per comprendere meglio il senso della contestazione. «In concorso morale e materiale fra loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso e in tempi diversi: rilasciavano a Roberto D’Olimpio, amministratore unico della F.lli D’Olimpio srls; Silverii e Fiorini l'autorizzazione 34 del luglio 2021; D’Alessandro, Cetta e D’Ercole l’autorizzazione demaniale n. 101 del 6 giugno 2025 per l’installazione di strutture mobili regionali, così disponendo e mantenendo direttamente l’affidamento al D’Olimpio della gestione di aree destinate a spiaggia libera e delle strutture sulle stesse insistenti, consentendo e comunque agevolando l’occupazione abusiva e l’utilizzazione esclusiva da parte del D’Olimpio di porzioni di demanio marittimo, ricompreso tra la concessione n. 99 Hawaii-Pescespada e la concessione n. 35 La Capannina (c.d. lotto 5), in assenza di valido titolo concessorio, in violazione del decreto legislativo n.112 del 31 marzo 1998, e dell’art. 4 della legge regionale Abruzzo n.141 del 17 dicembre 1997 che attribuiscono, rispettivamente alle Regioni e, su delega delle medesime, ai Comuni costieri, le funzioni amministrative concernenti il rilascio e la gestione delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative».
Il problema, secondo la procura, è che il Comune non avrebbe mai ricevuto nessuna delega dalla Regione, per cui avrebbe rilasciato in maniera illegittima quelle autorizzazioni ai richiedenti. E così sono tutte le altre contestazioni in capo a Marco Tinari, titolare della ditta omonima (per porzioni del demanio marittimo ricompreso tra la concessione Ombretta e il confine di Francavilla al Mare); Raffaele Pieroni Pierpaolo amministratore della R.A.D.A. (per porzioni ricomprese tra Mare Blu Mirella e Playa del Sol Ombretta); l’Ati composta da Andrea Donadei, Venerando Patanè e Francesco Giordano (per le due aree comprese tra Hotel Regent e Paolo VI, e l’altra tra la concessione dei vigili del fuoco e la Perla Rosa); Victorino Marcos Moschella amministratore unico di T.M.G. (per l’area ricompresa tra la concessione Lega Navale e La Capannina); Marco Cascella della Impresa e Sociale S. Coop (area ricompresa nel lotto denominato Ecospiaggia); Pierluigi Iervese, legale rappresentante della Ippocampo (area ricompresa nel lotto denominato Spiaggia Libera Minore.
La procura cita le regolari concessioni adiacenti solo per circoscrivere l’area in questione. E per ogni contestazione sono stati individuati dal pm Di Giovanni gli eventuali responsabili del Comune (dirigenti, funzionari e tecnici) che spesso si ripetono. Si tratta di aree di spiaggia libera che sono diventate delle vere e proprie concessioni, allestite con bar e docce e animate in molti casi anche con eventi serali. La procura avrebbe anche potuto disporre dei sequestri, ma ha preferito concludere prima le indagini e far partire l’avviso di conclusione. Adesso gli avvocati difensori avranno 20 giorni di tempo per le loro osservazioni o per richiedere ulteriore attività istruttoria o l’interrogatorio degli indagati. Poi deciderà se, e per chi, richiedere il rinvio a giudizio.

