«Concessioni balneari, indire gare con criteri certi»

L’onorevole D’Alfonso (Pd) interviene dopo le sentenze del Consiglio di stato sull’illegittimità delle proroghe generalizzate
PESCARA. Le proroghe generalizzate delle concessioni demaniali agli stabilimenti sono illegittime anche perché contrastanti con la direttive Bolkenstein. Lo ha riaffermato, con tre sentenze depositate ieri, il Consiglio di Stato, che ribadisce il contrasto delle proroghe con i principi di concorrenza e di libertà di stabilimento sanciti dalla Bolkestein, ma anche dall’art. 49 del Trattato sul funzionamento dell’Ue.
Sulla questione interviene l’onorevole Luciano D’Alfonso (Pd) che in una nota sottolinea l’urgenza, a questo punto, di indire gare con criteri certi nell’assegnazione delle concessioni.
«I giudici hanno ribadito la necessità, per i Comuni, di bandire immediatamente procedure di gara imparziali e trasparenti per l’assegnazione delle concessioni ormai scadute il 31 dicembre 2023», ha scritto D’Alfonso, ricordando come «in relazione all’avvio della stagione balneare, il Consiglio di Stato ha richiamato il contenuto dell’espressa disposizione di legge (art 3, comma 3, della legge n. 118/2022 nella sua originaria versione e disapplicate le modifiche apportate dalla legge n. 14 del 2023), che consente, in caso di difficoltà nel completamento della gara, la sola “proroga tecnica” fino al 31 dicembre 2024 delle concessioni già scadute, per i Comuni che abbiano deliberato di avviare o abbiano già avviato le gare per assegnare le concessioni».
«Appare sempre più evidente», sottolinea il deputato Pd, «l’indizione di gare con l’individuazione di criteri ben definiti per consentire ai tanti operatori onesti di veder riconosciuti l’avviamento della propria attività e gli investimenti fatti». A proposito dei criteri, D’Alfonso suggerisce di «ritagliare dei livelli territoriali ottimali e, inquadrato il tipo di gara da esperire, stabilirne le regole, tenendo conto del valore delle gestioni precedenti, inserendo punteggi differenziati sulla base della qualità dei servizi, della sostenibilità sociale e ambientale, della sostenibilità del piano degli investimenti in relazione alla tipologia della concessione da gestire e della capacità di interazione del progetto da valutare con il sistema turistico ricettivo del territorio locale».

