«Concorsi falsati nei Comuni»: 4 imputati tra Scafa e Spoltore

16 Gennaio 2024

Il pm: i componenti di commissione non hanno dichiarato di aver avuto rapporti con alcuni candidati E un dipendente pubblico aveva il doppio lavoro, l’accusa: ha percepito indebitamente 127mila euro

PESCARA. Concorsi falsati nei Comuni di Scafa e Spoltore e un dipendente pubblico con il doppio lavoro. Li ha scoperti la procura di Pescara. Il pubblico ministero Andrea Di Giovanni ha chiesto il processo nei confronti di quattro persone per episodi avvenuti tra agosto 2019 e dicembre 2022.
Le segretarie comunali Marzia D’Incecco, 43 anni di Pescara, e Stefania Coviello, 58 anni di Bonito (Avellino), residente a Penne, all’epoca dei fatti rispettivamente in servizio a Scafa e Spoltore, devono rispondere di falso ideologico.
La prima, «nella qualità di presidente di commissione in una procedura per l’assunzione a tempo parziale e indeterminato di due persone con la qualifica di esecutore amministrativo», è accusata di aver sottoscritto la dichiarazione «di assenza di situazioni di incompatibilità» nonostante in precedenza (dal 4 gennaio 2013 al 30 giugno 2016), quando era segretario comunale a Sant’Eufemia a Maiella, «avesse intrattenuto rapporti anche lavorativi» con una delle candidate, nello stesso periodo incardinata nell’ufficio di staff del sindaco.
Una contestazione analoga viene mossa nei confronti di Coviello: da presidente di commissione nel concorso pubblico per l’assunzione a tempo parziale e indeterminato di un istruttore direttivo amministrativo a Spoltore, ha dichiarato di non essere in situazioni di incompatibilità malgrado avesse intrattenuto, dal 26 settembre 2019, «rapporti anche lavorativi» con un candidato, nel medesimo periodo istruttore amministrativo nello stesso Comune.
Per i due concorsi, ma nella veste di componente di commissione, è imputato per falso anche Andrea Bufarale, pescarese di 35 anni, all’epoca dei fatti responsabile finanziario del municipio di Scafa: nel caso della procedura di Spoltore, avrebbe addirittura impartito a una delle candidate cinque lezioni in modalità streaming per prepararla a partecipare proprio al concorso in questione. Bufarale deve rispondere pure di truffa perché ha comunicato falsamente all’ente di appartenenza di aver svolto esclusivamente incarichi “occasionali” e a “titolo gratuito” in favore di un’impresa individuale riconducibile formalmente alla moglie. In realtà, sostiene il pubblico ministero, il 35enne ha indotto in errore il Comune sulla reale natura e dimensione dell’attività svolta «a titolo privatistico negli anni 2020, 2021 e 2022 che, alla luce del fatturato generato, non era assolutamente “non occasionale” e “non gratuita”, ponendosi in una situazione di incompatibilità con il rapporto di pubblico impiego esistente».
In questo modo, Bufarale «si è assicurato la permanenza nel posto di lavoro in Comune procurandosi l’ingiusto profitto» costituito dallo stipendio mensile, ovvero 44.156,38 euro per il 2020, 39.565,50 euro per il 2021 e 43.534 euro per il 2022, per un totale di 127.255,88 euro. Più nel dettaglio, l’imputato ha omesso anche di aver svolto e fatturato nel gennaio 2021 prestazioni professionali nei confronti di privati per la preparazione al concorso di agente di polizia municipale e corsi di formazione online in materia di servizi demografici.
A Bufarale è contestato un ulteriore capo di imputazione per il reato di truffa, perché ha attestato falsamente nel registro entrate e uscite la propria presenza in «servizio», seppure in modalità smart working, quando – in realtà – durante l’orario di lavoro svolgeva 15 lezioni private individuali online di un’ora ciascuna, percependo indebitamente 316,95 euro.
Il quarto imputato è Luigi Tontodonati, 67 anni di Scafa, all’epoca dei fatti responsabile del personale del Comune: avrebbe compiuto un abuso d’ufficio perché, in violazione delle norme e di una convenzione che consentivano al municipio di attingere da una graduatoria del Comune di Colledara, ha sottoscritto con Bufarale un contratto di lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato, «procurando a quest’ultimo un evidente e ingiusto vantaggio patrimoniale».
L’udienza preliminare, davanti al giudice Giovanni de Rensis, è in programma il prossimo 13 febbraio al tribunale di Pescara.
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