Concorso annullato, 22 vigili a casa da marzo

In attesa della decisione del Consiglio di Stato, il Comune ha proceduto alla risoluzione contrattuale
PESCARA. Tornano a casa i 22 agenti assunti attingendo alla graduatoria annullata dal Tar lo scorso 28 gennaio. La risoluzione contrattuale è stata disposta con una determina del dirigente alle Risorse Umane, Fabio Zuccarini. I vigili entrati nel comando di polizia municipale, individuati nella graduatoria della fine del 2019, continueranno a lavorare fino a domenica 28 febbraio. Per coprire i posti lasciati vacanti, in un organico decisamente sottodimensionato, verranno assunti altrettanti vigili da un'altra graduatoria che risale al 22 giugno 2018.
Un'apparente resa a quanto disposto dal Tar, da parte del Comune, che tuttavia preannuncia il ricorso al Consiglio di Stato. Ma in attesa che il procedimento faccia il suo corso, la sentenza deve essere necessariamente applicata. Da qui, la decisione di risolvere i contratti. Le nuove assunzioni avranno per il momento una durata di due mesi, fino cioè al 30 aprile. Salvo ulteriori proroghe.
Le due graduatorie (quella annullata e quella efficace) potrebbero avere diversi nomi in comune, pertanto è possibile che alcuni agenti, ora licenziati, potrebbero rientrare contestualmente. La questione è legata alla sentenza con cui lo scorso 28 gennaio il Tar si è espresso in merito al concorso dei vigili che alla fine del 2019 ha portato alla selezione di 30 agenti. 22 erano stati individuati con la graduatoria annullata, mentre altri 8 con quella del 2018 da cui ora si attingerà nuovamente per colmare i posti vacanti.
Alla base del contenzioso c'è il ricorso presentato da 9 candidati esclusi. Il Tar, che si è pronunciato due volte, una a febbraio dell'anno scorso e una circa due settimane fa, ha annullato la prova e la conseguente graduatoria, per via della violazione del principio dell’anonimato negli scritti. Sui compiti dei candidati è stato apposto un codice di 4 cifre, che avrebbe reso riconoscibili le prove dalla commissione esaminatrice. Secondo i giudici, inoltre, un'altra irregolarità deriva dal fatto che alcuni membri della commissione, che facevano parte del comando di Pescara, avrebbero conosciuto alcuni candidati, in servizio nello stesso corpo. Gli agenti già nelle scorse settimane hanno annunciato il ricorso al Consiglio di Stato, ma per loro il licenziamento scatterà lo stesso tra meno di 15 giorni.
Nel frattempo, il Comune deve percorrere due strade. La prima legata alla necessità di riempire con urgenza i posti vuoti, sfruttando la graduatoria del 2018. Con l'organico ridotto all'osso, tra l'altro, sono già in programma due nuove procedure concorsuali, una da 15 vigili per un anno con contratti di formazione e lavoro, con bando pubblicato e circa mille domande pervenute, e l'altra, che dovrà uscire, da 10 ufficiali. Entrambe al momento frenate per le misure legate al Covid. La seconda riguarda l'impugnativa della sentenza.
«Sono convinto della bontà della nostra posizione. Abbiamo agito in buona fede, facendo uno sforzo enorme per garantire il fabbisogno di personale all'Ente», commenta il dirigente Zuccarini. «Se una di queste procedure è ritenuta sbagliata, ci adegueremo, ma finché non si metterà la parola fine con una sentenza del Consiglio di Stato, cercheremo di perseguire la nostra verità. Nel frattempo, abbiamo strumenti organizzativi che ci consentono di assicurare il fabbisogno medio tempore».
Marcella Pace

