«Concorso Asl irregolare» I disabili vanno dai Nas

26 Marzo 2015

Due denunce per la selezione da impiegati andata avanti fino a notte fonda «Invalidità sospette tra i candidati ed esami troppo veloci nel finale»

PESCARA. Si sono seduti davanti ai carabinieri del Nas i disabili che hanno partecipato a un concorso della Asl cominciato mercoledì 25 febbraio alle 9,30 e finito più di 16 ore dopo, alle 0,55, quando era già arrivato giovedì. Sono due le denunce presentate per il concorso riservato ai disabili ma andato avanti a oltranza, fino a notte, e con in palio due posti da impiegati a tempo indeterminato: tra 44 candidati – una ragazza dopo aver risposto «presente» all’inizio, poi, ha abbandonato l’aula e quando è stata chiamata, alle 18,35, era assente – un posto è andato alla figlia di un collaboratore del direttore generale Asl Claudio D’Amario. E ai carabinieri sarebbe stato riferito che l’esito del concorso si sapeva in anticipo. Il 12 marzo scorso, l’aveva rivelato al Centro il sindacalista della Fials Gabriele Pasqualone: «Questo concorso aveva un esito già scritto: l’ho sentito dire tante volte», aveva dichiarato Pasqualone. E tra gli allegati depositati ai carabinieri ci sarebbe anche l’articolo del nostro giornale.

Al centro delle contestazioni ci sarebbero la durata della prova, il grado di invalidità dei partecipanti e anche le domande con colloqui da 45 minuti all’inizio della giornata e via via accorciati fino a meno di un quarto d’ora dalle 22 in poi. Si parla di presunte «domande pro forma» anche in una lettera inviata a D’Amario: «Ho ricevuto la lettera di protesta e ho chiesto al settore Risorse umane di valutare e relazionare», racconta il direttore generale, «io non mi occupo né di concorsi né di procedure d’appalto: per queste cose ci sono le commissioni che sono obbligate a seguire le regole e, se non lo fanno, ne rispondono. Comunque, il settore Risorse umane ha tutta la mia fiducia». La commissione del concorso per i coadiutori amministrativi era guidata dal presidente Vero Michitelli, direttore del settore Gestione risorse umane, e composta da Francesca Rancitelli, direttrice del dipartimento Affari legali, e da Fabrizio Verì.

D’Amario dice che il suo è «il ruolo dell’arbitro»: «Il mio lavoro è non favorire né discriminare perché tutti i candidati hanno una possibilità. Sono tutti cittadini italiani con pari diritti e, con 3.500 dipendenti, può capitare che a un concorso si presenti il figlio di qualcuno o un parente».

I primi due classificati saranno assunti alla Asl per tre mesi e faranno un tirocinio di 36 ore a settimana pagato 600 euro al mese. Il tirocinio, «eventualmente rinnovabile», è il lasciapassare per l’assunzione a tempo indeterminato.

Gli esposti mettono in discussione, poi, il percorso seguito dalla Asl: la selezione è stata fatta in collaborazione con il Silus collocamento disabili della Provincia di Pescara che ha inviato alla Asl una lista di persone. Ma, secondo le denunce, quell’elenco avrebbe già il valore di una graduatoria e la Asl avrebbe dovuto limitarsi solo a valutare l’idoneità delle persone senza fare un concorso. Nella lista del Centro per l’impiego, i disabili che hanno fatto le denunce si trovano ai primi posti mentre la vincitrice è più indietro, oltre il ventesimo posto. Di fatto, la commissione ha valutato i candidati con punteggi da 1 a 5 per «capacità di apprendimento e applicazione delle conoscenze», «capacità di esecuzione di compiti e richieste generali», «capacità di comunicazione» e «capacità di interazione e relazioni interpersonali».

D’Amario si chiama fuori: «La longevità di un direttore generale dipende dalla distanza che tiene da concorsi e appalti: io non faccio colloqui e non ricevo i fornitori. Tutti si confrontano con le commissioni, nel caso dei concorsi, o con il mercato, nel caso degli appalti. Da 6 anni, mi occupo di sanità, programmazione e controllo di gestione ma so che il nostro è un ambiente difficile: quando si muove una pietra, c’è sotto uno scorpione. O peggio, un serpente a sonagli». D’Amario lo sa: le denunce sul concorso non saranno né le prime né le ultime. «Io penso che è necessario stare attenti a fare le denunce perché potrebbe esserci un effetto boomerang con potenziali richieste di risarcimento danni che potrebbero essere attivate in base alle illazioni sollevate».

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