Concorso dei vigili annullato, i vincitori: «Il Comune ci aiuti»

10 Marzo 2020

Masci incontra i candidati e conferma la strategia dell’ente «Impugneremo l’ordinanza del Tar al Consiglio di Stato»

PESCARA. Ieri mattina, una delegazione dei 45 candidati risultati idonei al concorso per vigili urbani si è presentata in Comune per parlare con il sindaco. Carlo Masci li ha incontrati all’esterno dell’ente.
«Sono venuti da me», ha raccontato il sindaco, «per sapere cosa intende fare il Comune dopo l’ordinanza con cui il Tar ha annullato il concorso. Ho detto loro che faremo ricorso al Consiglio di Stato, le procedure sono state già avviate e sulla base di quello che decideranno i giudici ci muoveremo di conseguenza». «Ovviamente», ha affermato Masci, «per noi la priorità resta quella di assumere nuovi vigili urbani anche alla luce della situazione attuale che abbisogna di controlli sul territorio, oggi più che mai. Quindi, sulla base di ciò che dirà la sentenza, ci muoveremo. Ci teniamo quanto loro al concorso, deciderà comunque la magistratura. Comunque, non ci faremo trovare impreparati, sia che il Consiglio di Stato lo consideri legittimo, sia che lo consideri illegittimo».
Il Tar, invece, ha riscontrato degli elementi di illegittimità nelle procedure del concorso. Lo dice espressamente l’ordinanza, emessa il 25 febbraio scorso. Per questo, i giudici hanno accolto il ricorso presentato da alcuni candidati esclusi e hanno sospeso l’efficacia della prova scritta e di tutte le fasi concorsuali a valle, disponendo l’obbligo per l’amministrazione di ripetere la prova scritta con una commissione d’esame diversa da estrarre a sorte tra tutto il personale dell’ente, utilizzando poi le cautele per prevenire il riconoscimento degli scritti.
Secondo i giudici, infatti, sarebbe stato violato l’anonimato dei candidati, perché i compiti scritti sono stati contrassegnati, durante la prova, da un codice numerico di quattro cifre riportato sotto ciascun codice a barre e quindi, a detta del tribunale, «facilmente memorizzabili da ciascun commissario o candidato». «In tal modo», si legge nell’ordinanza, «è come se fosse stato scritto il nome e il cognome del candidato su ciascun compito».(a.ben.)
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