Concorso vigili, il Comune ricorre

Al Consiglio di Stato l’ordinanza del Tar che annulla gli esami e blocca 45 assunzioni
PESCARA. Si apre uno scontro legale sul concorso per l’assunzione di 45 nuovi vigili urbani. Nei giorni scorsi, la giunta ha approvato una delibera con cui si dà mandato agli avvocati del Comune di impugnare l’ordinanza cautelare del Tar del 25 febbraio scorso che ha annullato, accogliendo il ricorso di nove candidati esclusi dalle prove, tutta la selezione avvenuta tra ottobre e dicembre scorsi.
L’amministrazione comunale ritiene che gli esami si siano svolti rispettando leggi e regolamenti. Di parere opposto i giudici del tribunale amministrativo che hanno riscontrato la violazione di alcune norme riguardanti l’anonimato dei candidati. «La violazione dell’anonimato da parte della commissione nei pubblici concorsi», hanno spiegato i giudici citando una sentenza del Consiglio di Stato del 2013, «comporta un’illegittimità da pericolo cosiddetto astratto».
«Nel caso di specie», si legge nell’ordinanza, «ciascun compito (dell’esame scritto, ndr) è stato contrassegnato durante la prova per mezzo di un codice numerico di massimo quattro cifre riportato sotto ciascun codice a barre, della cui apposizione sui fogli prima delle prove sono stati incaricati i candidati stessi e, quindi, facilmente memorizzabile da ciascun commissario o candidato». «In tal modo», hanno precisato i giudici del Tar, «è come se fosse stato scritto il nome e cognome del candidato su ciascun compito o, comunque, se si fosse consentito di apporvi un segni di riconoscimento chiaro e univoco, atteso che tale abbinamento poteva essere rilevato e memorizzato direttamente dai commissari passando tra i banchi durante la prova o, in modo illecito, a seguito di comunicazione successiva da parte dei candidati».
Tra l’altro, le giustificazioni da parte del Comune non sono state ritenute accettabili. «Peraltro», è scritto ancora nel provvedimento del Tar, «le ragioni addotte dall’amministrazione, circa la necessità di usare un codice numerico sotto il codice a barre, per il caso di malfunzionamenti da parte del sistema informatico di abbinamento, appare del tutto irragionevole».
Da qui, la decisione dei giudici amministrativi di accogliere l’istanza cautelare dei ricorrenti e di «sospendere l’efficacia della prova scritta e di tutte le fasi concorsuali a valle, disponendo l’obbligo per l’amministrazione di ripetere la prova scritta con una commissione in diversa composizione da estrarre a sorte tra tutto il personale con adeguata qualifica, utilizzando le cautele per prevenire il riconoscimento dei compiti».
Ora, però, il Comune ha deciso di impugnare l’ordinanza davanti al Consiglio di Stato per far annullare e/o riformare il provvedimento del Tar.(a.ben.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

