Confcommercio caos Danelli è pronto a dare le dimissioni

Rottura tra il neopresidente e lo storico leader Ardizzi «Dobbiamo tagliare, altro che assumere un direttore»
PESCARA. Potrebbe essere già finita l'esperienza di Franco Danelli alla guida di Confcommercio Pescara. Infatti, il presidente dell'associazione di categoria dei commercianti, eletto solo lo scorso ottobre, presenterà questa mattina, nel corso della riunione della giunta esecutiva, la sua lettera di dimissioni. A scatenare il caos all'interno di Confcommercio, sarebbe stata una forte divergenza di veduta tra Danelli e il suo vice e storico numero uno Ezio Ardizzi sull'opportunità di assumere un nuovo direttore, ruolo rimasto vacante dopo l'uscita di Walter Recinella nel giugno dello scorso anno.
Ardizzi vorrebbe nominare direttore Paola Grannonico, componente della giunta esecutiva e presidente del settore Terziario Donna fino allo scorso 15 dicembre e proposta per il ruolo il 21 dicembre. Danelli non ne fa una questione personale, ma ritiene che la Confcommercio non possa permettersi di spendere denaro per la figura di direttore e il messaggio che manda non lascia spazio a interpretazioni: «Non ho mai fatto le cose imposte dagli altri, non ho mai subito pressioni, ragiono con la mia testa, se non mi sta bene una cosa dico no, me ne vado e non accetto imposizioni da nessuno. Per questo motivo, presenterò le dimissioni. Nessuno può costringermi a fare qualcosa che non ritengo giusta, qualcosa che non sia in linea con le aspettative dei miei elettori. Io non farò il nome del nuovo direttore, non ha i requisiti che io ritengo necessari. Faccio solo quello che credo buono per l'associazione, i commercianti e la cittadinanza».
Danelli non si aspettava che la situazione potesse precipitare: «Non credevo si potesse arrivare a questo punto in così poco tempo. Nessuno mi aveva parlato di dover assumere un direttore, anche perché le condizioni economico-finanziarie non consentirebbero assunzioni di questo tipo, anzi il nostro bilancio dovrebbe essere fatto quadrare con dei tagli. Non è una questione personale, ma la regola aurea è quella di far quadrare i conti diminuendo i costi. Avevo proposto a voce di azzerare i rimborsi spese, come fatto da me lo scorso mese quando andai a Roma. Mi trovo in conflitto con il mio modo di fare e nessuno cambia le mie abitudini che sono sane. Non posso fare una lotta impari contro gente più scafata di me. Non ho bisogno di stare in un'associazione così».
Secondo Danelli, inoltre, la figura del direttore sarebbe superflua visto che la Confcommercio sta confluendo in un'associazione regionale che ha già un direttore, Celso Cioni: «Che ci fossero delle difficoltà me lo aspettavo, ma così forti e prepotenti no. Non sono deluso perché non mi sono mai illuso. Credevo che bastasse lo spirito di servizio: o si adeguano gli altri a questo o andrò via. Se l'abitudine era quella di fare i propri comodi, forse qualcuno vedrà di buon occhio la mia uscita».
Sul tema interviene anche il vice presidente Riccardo Padovano, che oggi presenterà un ordine del giorno per rinviare ogni decisione allo scopo di riflettere maggiormente: «Il presidente Danelli è il nostro presidente, è stato eletto all'unanimità e non può essere umiliato, non può essere scalfita la sua persona visto che sta lavorando alla grande. Se c'è qualcuno che forza per l'assunzione di un quadro dirigenziale fa bene il presidente a dimettersi, ma spero che il tutto venga rimandato per riflettere su tutta questa situazione. È bene che il consiglio direttivo venga informato su questi fatti. È una brutta pagina per la Confcommercio, un momento triste che si sarebbe potuto evitare».
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