Confermati gli arresti per il pugile

20 Novembre 2019

Sciolta la prognosi del ristoratore aggredito, Mangifesta rimane ai domiciliari  

FRANCAVILLA. Rimane ai domiciliari Sandro Mangifesta, agente di commercio e pugile di 43 anni arrestato dai carabinieri di Francavilla dopo la lite avvenuta per motivi stradali, lo scorso 25 ottobre, nella quale è rimasto gravemente ferito il ristoratore Antonio Cicalini. Ieri i medici dell’ospedale di Popoli hanno sciolto la prognosi: la vittima di 64 anni, che resta ricoverata, ne avrà almeno per due mesi. La notizia è arrivata nel giorno in cui, dopo il parere negativo espresso dal pm Giancarlo Ciani, il gip Luca De Ninis ha respinto l’istanza di revoca della misura cautelare presentata dal difensore dell’indagato, l’avvocato Italo Colaneri. Sempre ieri, il legale ha depositato il ricorso al tribunale della libertà. Secondo il giudice De Ninis, lo stesso che pochi giorni fa ha firmato l’ordinanza d’arresto, «devono ritenersi tuttora attuali le esigenze cautelari indicate nel provvedimento che ne ha disposto l’applicazione. Le giustificazioni addotte nell’interrogatorio – avuto riguardo alla scelta di risolvere il contrasto con il ricorso a tecniche di combattimento e al gravissimo quadro clinico della parte offesa – non possono incidere né sul requisito indiziario né su quello cautelare». La scorsa settimana, davanti al giudice, Mangifesta aveva respinto tutte le accuse. «La mia non è stata assolutamente un’aggressione», aveva detto il pugile, come confermato dal suo legale. «È stato Cicalini a scendere dal furgone e ad avvicinarsi alla mia auto: davanti alla sportello, ha iniziato a gridare, offendermi e minacciarmi. A un certo punto, lui stava per aggredirmi e sono stato costretto a reagire: con la mano destra mi sono coperto mentre, con la sinistra, l’ho colpito una sola volta. Ma non era assolutamente mia intenzione fargli del male. Le sue condizioni sono precipitate a causa dell’impatto con il suolo. Io sono sempre rimasto sul posto, in attesa dei soccorsi e dell’arrivo dei carabinieri. È la prima volta nella mia vita che mi trovo in una situazione del genere: sto vivendo un incubo. Mi dispiace per Cicalini e i suoi familiari». Ma il giudice non ha ritenuto credibile la versione dell’indagato. L’aggressione, secondo il gip, per il ristoratore poteva essere mortale. Al momento la contestazione è di lesioni personali pluriaggravate. Ma De Ninis ha invitato la procura a valutare la possibilità di riqualificare il reato in tentato omicidio.
Sono stati i carabinieri a ricostruire l’episodio: tra Cicalini, a bordo di un furgone, e Mangifesta, alla guida della sua Smart, nasce una discussione, sembra legata a un sorpasso non gradito. I due restano bloccati dal semaforo rosso, uno dietro l’altro, all’altezza dell’incrocio con via Pola. Il primo a scendere è il ristoratore, che inizia a discutere con il pugile davanti allo sportello della Smart. Succede tutto in pochi secondi: Mangifesta apre la portiera, scende anche lui dall’auto e atterra il “rivale”. Il numero di pugni? Secondo una passante, due, peraltro potenti e ben assestati; un uomo che si trovava in sella a uno scooter, invece, sostiene di aver visto un unico colpo.