Confermati gli sgravi fiscali Evitato il salasso ai pescatori

PESCARA . Una boccata di ossigeno per il mondo della pesca. In vista della prima scadenza per il pagamento dei contributi Inail, fissata per oggi, è arrivata la circolare dei ministeri dell’Agricoltur...
PESCARA . Una boccata di ossigeno per il mondo della pesca. In vista della prima scadenza per il pagamento dei contributi Inail, fissata per oggi, è arrivata la circolare dei ministeri dell’Agricoltura e del Lavoro, che riconfermano gli sgravi contributivi e fiscali per il settore della pesca, fissati al 45,07% dalla legge di Bilancio. Un atto che arriva dopo la sospensione degli sgravi, da parte dell’Inail, che si rivolge alle imprese che esercitano la pesca costiera e alle imprese che esercitano la pesca nelle acque interne e lagunari tenute all’autoliquidazione annuale dei premi assicurativi. Della disposizione, tuttavia, potranno usufruire anche i pescatori autonomi e i pescatori associati in cooperative o compagnie della piccola pesca marittima e nelle acque interne e lagunari. Una notizia ben accolta dagli operatori marittimi. Per Coldiretti Impresapesca, «l’eliminazione degli sgravi fiscali sarebbe stata devastante per il settore, con le imprese costrette a pagare contributi Inps e Inail maggiorati anche del 50%. Un peso insostenibile», continua Coldiretti, «per le aziende ittiche nazionali, che sono per lo più realtà medio piccole, già alle prese con gravi difficoltà ad imporsi sul mercato. Nei mari italiani si pescano all’anno circa 180mila tonnellate di pesce», precisa l’associazione, «con la flotta peschereccia italiana che conta oltre 12 mila imbarcazioni, una cifra pari al 35 per cento in meno rispetto agli anni ‘80, a causa della concorrenza sleale del prodotto proveniente dall’estero e spacciato per italiano soprattutto nella ristorazione». Un’accoglienza favorevole anche da parte di Federcopesca. «Siamo molto soddisfatti del risultato», sottolinea Paola D’Angelo, consigliera di Federcopesca Abruzzo. «Se fosse andata diversamente, invece, sarebbe stato deleterio per le imprese», fa notare D’Angelo. Due, in particolare, sono le criticità. «La prima riguarda la commercializzazione del pesce», osserva D’Angelo, «mentre invece andrebbe incentivata la vendita diretta, valorizzando la produzione locale». La seconda riguarda poi l’ecologia. Per D’Angelo, vanno salvaguardate «l’ambiente e la salubrità delle acque».
Vito de Luca

