Confindustria, 46 nuove imprese

I punti di forza: tutela del made in Italy e confronto fra imprenditori
PESCARA. «Il compito della nostra associazione non è solo amministrare e governare ma è realizzare, rendere concreti progetti, sogni e speranze»: con queste parole Silvano Pagliuca, presidente di Confindustria Chieti Pescara, saluta il nuovo anno. «L’augurio di Confindustria è quello di continuare a incidere positivamente sulla realtà», aggiunge Pagliuca, «diventando ancora più strumento fondamentale per portare il contributo dell’imprenditoria allo sviluppo e al benessere della società».
I numeri del 2019 per Confindustria parlano di 46 nuove aziende associate per un totale di 1.800 nuovi dipendenti rappresentati. Tra gli appuntamenti principali organizzati, c’è quello di fine novembre, quando si è tenuta la prima edizione di “Connext Chieti Pescara”, una giornata considerata unica in Abruzzo, dedicata al business matching. Più di mille sono stati i partecipanti tra imprenditori, manager e startupper. Tredici le regioni coinvolte, 50 le imprese espositrici e oltre 300 le aziende presenti in una piattaforma web creata su misura che resterà on line ancora diversi mesi.
«E ora si guarda al futuro», afferma il direttore generale Luigi Di Giosaffatte, «c’è già la data del prossimo Connext che si terrà il 23 ottobre 2020. Ed è pronto a partire il progetto “Ecosistema innovativo”, in collaborazione con la D’Annunzio, per dare vita a un osservatorio delle azioni innovative delle imprese».
Confindustria giudica efficienza, innovazione e sostenibilità le tre priorità sulle quali si focalizza larga parte delle imprese, e punta sull’applicazione del “blockchain”, la cui funzione primaria è di certificare le transazioni attraverso una sorta di libro contabile condiviso e sicuro, composto da blocchi di dati che le memorizzano: per essere consolidato all’interno di un blocco, ogni dato, e successivamente ogni blocco prima di essere inserito nella cosiddetta “catena”, viene sottoposto a un processo di validazione al termine del quale è immodificabile.
«La tecnologia blockchain punta a certificare la filiera del made in Italy», spiega Pagliuca, «pensiamo solo alla sua applicazione nel mondo del manifatturiero e della moda, ma anche nell’agroalimentare. Confindustria Chieti Pescara porta avanti questo progetto che immette un altissimo grado di sicurezza nel processo produttivo».

