Conigli morti nella fabbrica abbandonata

8 Settembre 2015

Trovati migliaia di animali in stato di decomposizione a Collecorvino. Protesta dei residenti: «Puzza insopportabile»

COLLECORVINO. Migliaia di conigli morti e in avanzato stato di decomposizione, accatastati nei capannoni di via Po, in località Congiunti di Collecorvino. È la macabra scoperta fatta dall’associazione di Protezione Animali Dog Village, presieduta da Carmelita Bellini, e dall’associazione Codici Abruzzo, rappresentata da Gabriele Bettoschi, e che ieri hanno presentato una denuncia al Corpo forestale dello Stato di Pescara per fare in modo che si indaghi su quanto accaduto in quei capannoni, in evidente stato di abbandono.

La segnalazione è arrivata dai cittadini della zona che lamentano la presenza di «esalazioni maleodoranti talmente forti e intense da rendere l’aria irrespirabile». Qualche giorno fa Bellini è andata a controllare di persona, dopo aver raccolto il grido di allarme dei residenti, e ha trovato «migliaia e migliaia di carcasse di conigli, anche in decomposizione avanzata, con percolato che scola a cielo aperto», come scritto nella denuncia. «Nei quattro capannoni», spiega più dettagliatamente, «le carcasse degli animali sono coperti da teli della spazzatura o sono accatastati dentro carrelli industriali» e da un container/frigo «fuoriesce un liquido scuro di odore talmente nauseabondo da rendere impossibile» la permanenza, «perché l’aria è irrespirabile». Bellini e Bettoschi fanno notare che i capannoni sono «spalancati» e non esiste «alcuna avvertenza sull’area contaminata da rifiuti organici in decomposizione. Non ci sono sigilli». All’esterno, poi, c’è «una cisterna aperta, piena di liquidi nauseabondi».

Dopo aver registrato lo scempio Bellini e Bettoschi hanno deciso di mettere tutto nero su bianco e di chiedere alla Forestale di «accertare eventuali violazioni di legge». Vogliono sapere se la morte degli animali da pelliccia «è dipesa da eventuali maltrattamenti o perché non sono stati più alimentati, a causa del probabile improvviso allontanamento delle maestranze». La richiesta contenuta nella denuncia è di «attivare le indagini per accertare i responsabili dei reati eventualmente ipotizzabili». Di più se ne saprà oggi, dopo il sopralluogo che la Asl svolgerà con i responsabili della ditta e con il sindaco, Antonio Zaffiri, informato di questa situazione il 27 agosto, «quando se n’è cominciato a parlare su Facebook». Zaffiri ha disposto «subito un sopralluogo dei vigili e dell’Ufficio tecnico, ma per noi», spiega il primo cittadino, «non è possibile entrare nella struttura se non si ravvisa dall’esterno un problema di tipo igienico-sanitario. E dall’esterno non si sente il cattivo odore. Ci siamo rivolti alla Asl, ai carabinieri e al Corpo forestale» e oggi arriveranno a Collecorvino i responsabili della ditta, contattati dalla Asl. «Faremo un sopralluogo congiunto», dice il sindaco, «e in quella sede saranno valutati dalla Asl i provvedimenti da attuare, senza escludere il ricorso a una ordinanza, per la bonifica. L’attività, da quanto mi risulta, si è fermata 10 mesi fa, quando è stato attivato il fermo sanitario e sono state disposte la pulizia e la sanificazione».

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