Coniugi massacrati nella villa Stangata sulla banda: 65 anni

Il capo dei banditi condannato a 15 anni e 4 mesi, per gli altri quattro pene dagli 8 agli 11 anni Martelli e la moglie vennero selvaggiamente aggrediti e picchiati durante una rapina
LANCIANO. Condanne dagli 8 ai 15 anni per complessivi 64 anni e 10 mesi di carcere (compreso lo sconto di un terzo per il rito abbreviato): sono le pene inflitte dal giudice per le udienze preliminari Giovanni Nappi ai 6 romeni accusati della sanguinosa rapina nella villa dei coniugi Carlo Martelli e Niva Bazzan avvenuta il 23 settembre 2018. Udienza ancora una volta blindata e in camera di consiglio per le arringhe degli avvocati difensori degli imputati Ion Cosmin, 20 anni, e Costantin Aurel Turlica (22), Ruset Aurel (25), Alexandru Bogadan Colteanu (24), George Ghiviziu (26), Marius Adrian Martin (34), accusati di rapina pluriaggravata, lesioni gravissime, sequestro di persona e porto abusivo di armi, e di Gheorghe Traian Jacota (48), accusato di favoreggiamento, per aver cercato di far fuggire Ghiviziu. Assenti anche in questa udienza i coniugi Martelli, che non hanno nominato avvocati e non si sono costituiti parte civile nel processo, dicendo di volere giustizia ma di voler dimenticare, quanto più possibile, quella notte di terrore e tutto ciò che possa ricordarla.
LA RAPINA. E la notte iniziò alle 4 di domenica 23 settembre 2018 quando, secondo le indagini fatte da polizia e carabinieri, nella villa, entrarono Martin, Colteanu Ruset e Costantin Turlica. I 4 salirono in camera da letto e legarono il medico Martelli, poi presero la moglie che era in un’altra stanza e iniziò il pestaggio, l’inferno e ci fu il taglio di metà orecchio alla Bazzan. I 4 cercavano la cassaforte, che non c’era. Dopo due ore di terrore, di botte i rapinatori andarono via con 1.990 euro ritirati dal bancomat, tre orologi, un anello, due catenine, un paio di orecchini d’oro.
L’UDIENZA. L’ultimo atto del processo con rito abbreviato al “commando” dei rumeni ieri mattina è iniziato con il rigetto dell’integrazione probatoria presentata dai legali di Colteanu, Rocco Ciotti e Alessandra Acciaro di Teramo. Una memoria, un vero colpo di scena, consegnata nei giorni scorsi al giudice in cui Colteanu, l’unico a non aver mai parlato con gli inquirenti e descritto dagli altri complici come "il braccio violento della gang" (che pestò il medico Martelli e tagliò mezzo orecchio alla moglie Niva Bazzan) si tirava fuori dall’assalto perché «quando è accaduto» sostiene “mi trovavo all'hotel Alba di Lanciano, fino a una certa ora in compagnia del proprietario. Ero sotto falsa identità, ma sono stato registrato. Ho fatto numerose telefonate, si può verificare la cella telefonica”. Il giudice non ha tenuto conto delle dichiarazioni rilasciate nella memoria, ma ha comunque permesso a Colteanu di rendere dichiarazioni spontanee.
LE DICHIARAZIONI SPONTANEE. E sono in due ad aver parlato: Colteanu e Ruset Aurel. Il primo ha ribadito il suo alibi e precisato: «Fino ad oggi non ho avuto l’opportunità di parlare perché i precedenti difensori mi hanno sempre consigliato di avvalermi della facoltà di non rispondere». Ma è trascorso un anno dall’arresto avvenuto a Casal di Principe mentre ricettava un orologio rubato a Martelli. «Sono stato incaricato di vendere alcuni oggetti», la spiegazione, «“e non nego di essere consapevole che la provenienza non era legale, ma non ero a conoscenza che provenisse da una rapina». Ruset, rappresentato dall’avvocato Massimiliano Bravin, ha ammesso di aver preso parte alla rapina, ma di non aver usato violenza: «La Bazzan ha parlato di un uomo dagli occhi scuri che l’ha picchiata. Io, giudice, gli occhi li ho verdi, quasi azzurri».
LE DIFESE. Poi le arringhe dei legali Paolo e Nicola Sisti che difendono Ghiviziu, Roberto Crognale che rappresenta i fratelli Turlica, Andrea D’Alessandro che difende Martin, Ciotti e Acciaro per Colteanu, Massimiliano Bravin per Ruset e Vincenzo Menicucci per Jacota che puntavano a ridurre le pene, considerate eccessive, chieste dal procuratore capo Mirvana Di Serio 7 giorni fa: 18 anni per Colteanu, 14 anni per Martin, la mente del gruppo, Ruset e Costantin Turlica entrati in villa; 12 anni per Ion Turlica e per George Ghiviziu, considerati i "pali"; 2 per Jacota. Richieste fatte sulla base di un’indagine serrata fatta con polizia e carabinieri, che vede oltre 1.200 pagine di accuse. A queste richieste hanno risposto i legali: quelli di Colteanu hanno chiesto l'assoluzione per tutti e tre i capi d'imputazione (rapina, lesioni gravissime e sequestro di persona), gli altri l'assoluzione per lesioni gravissime e sequestro di persona mentre per la rapina, essendo i loro assistiti rei confessi, si erano rimessi alla decisione del giudice.
LA SENTENZA. È arrivata dal giudice Nappi dopo un paio di ore di camera di consiglio:15 anni e 4 mesi per Colteanu, 11 anni e 4 mesi per Martin, 10 anni per Ruset e Costantin Turlica, 9 anni e 4 mesi per Ion Turlica, 8 anni per Ghiviziu e 10 mesi, pena sospesa, per Jakota. Volti scuri quelli dei legali di Colteanu, perplessi gli altri. Tutti hanno preannunciato ricorso in appello, dopo aver letto le motivazioni che arriveranno in tempo record: 15 giorni.
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