Coniugi restano senza casa «Ora il Comune ci aiuti»

5 Luglio 2020

Marito e moglie, entrambi malati, verranno sfrattati da una rimessa agricola  Pettinari: «L’Ater ha decine di appartamenti vuoti, ma per loro nemmeno uno»

PESCARA. Saranno sfrattati anche da una rimessa agricola, sulle colline di San Silvestro, dove vivono da nove mesi grazie alla generosità di amici. Giuseppe Ciano, 56 anni, ex capotecnico di un'azienda petrolchimica e Gabriella Falone, 53 anni, operatrice di un call center, marito e moglie entrambi affetti da gravi patologie di salute stanno combattendo da mesi. Hanno fatto di tutto per avere una casa popolare dopo che hanno perso quella di famiglia a seguito della morte di un congiunto.
Un appartamento, anche piccolo e modesto, purché salubre per poter lasciare il tugurio ammuffito dove sono costretti ora perché non hanno soldi per permettersi altro. La coppia da mesi chiede un alloggio al Comune. Si sono rivolti anche alla Regione, alla Caritas, al prefetto, alla presidenza della Repubblica e alla presidenza del Consiglio dei ministri, che hanno risposto rimandando la palla agli enti locali. Niente, insomma, la nuova abitazione non arriva.
L'ultimo grido di aiuto è stato raccolto dal vice presidente del consiglio regionale Domenico Pettinari, che ieri mattina ha portato la coppia e il caso, denunciato più volte alla stampa, davanti al palazzo della Regione, in piazza Unione. Al suo fianco nella battaglia, il consigliere comunale dei 5 Stelle Massimo Di Renzo. «Mi fa salire il sangue al cervello», attacca Pettinari, «il fatto che in città vi siano decine di appartamenti Ater vuoti e non assegnati, altrettanti concessi a persone pregiudicate, ma non ce ne sia uno da dare a due cittadini onesti, che hanno sempre pagato le tasse e con problematiche di salute molto gravi. E al danno la beffa, ora dovranno sloggiare anche dalla rimessa agricola dove sono ospiti di amici, perché gli ambienti sono stati ritenuti non idonei alle loro condizioni di salute».
«Io percepisco 188 euro al mese di reddito di cittadinanza e 290 euro di invalidità», spiega Ciano che gira con due valigette piene di appelli e invoca il sostegno del mondo del volontariato, «la Asl ha fatto un sopralluogo in quegli ambienti degradati e pieni di muffa, di cui ci vergogniamo. Ma ringraziamo chi ci sta aiutando, perché non possiamo permetterci di meglio e il Comune ci ha mandato lo sgombero. Quindi dobbiamo andarcene al più presto, ma dove?». I due esponenti pentastellati presentano al sindaco Carlo Masci «la richiesta di emanare un’ordinanza di emergenza per aiutare i coniugi. Sappiamo che il Comune vuole eliminare le liste di assegnazione provvisoria, ma la legge regionale 96/96 consente la possibilità di risolvere le emergenze abitative in tempi brevi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA