Conservatorio, Patriarca nuovo direttore

26 Maggio 2017

Scelto da 95 docenti su 97, prenderà il posto di Magri dal 1° novembre e resterà in carica per tre anni. Il suo vice sarà Binchi

PESCARA. Alfonso Patriarca, 54 anni, pescarese, ex primo fagotto dell’Orchestra della Rai e del teatro dell’Opera di Roma, il 1° novembre assumerà la guida del Conservatorio Luisa D'annunzio come nuovo direttore, dopo sei anni trascorsi al fianco di Massimo Magri come suo vice. Due giorni fa l’elezione da parte del corpo docente con una votazione quasi plebiscitaria.
Si aspettava un consenso così ampio?
«Assolutamente no e ringrazio tutti per la fiducia che mi hanno accordato. Essendo io unico candidato alla direzione, avevo qualche timore. Poi superato. Perché mi stanno arrivando attestati di stima da tutta Italia. Questo nuovo impegno è una svolta nella mia vita professionale, mi sento carico per il risultato raggiunto con questa elezione. Sono molto contento, mi attendono grandi responsabilità ma porterò avanti il lavoro iniziato con Magri».
Che tipo di eredità raccoglie?
«La migliore. Massimo ha lavorato molto bene, è un pescarese nell’anima. In virtù di ciò, la mia vittoria rappresenta la vittoria del Conservatorio. Insieme siamo riusciti a realizzare il grande progetto di aprire l’istituto musicale alla città, nostro vanto e orgoglio. Questa operazione ha incrementato anche gli iscritti, l’introduzione di nuovi corsi di studio come la scuola pop jazz e i corsi di fisarmonica».
Quali saranno i suoi primi progetti?
«Intanto, terminare la stagione dei concerti ai primi di giugno. L’ultimo in auditorium, con musiche di Stravinsky, vedrà la partecipazione del mio collega Patrick De Ritis, primo fagotto solista nei Wiener Symphoniker di Vienna, e del maestro Marco Ciccone. Poi, un obiettivo che finora non siamo riusciti a centrare: la creazione degli open day per far conoscere a tutti i corsi di studio, come fanno scuole e università».
Il sogno?
«Sono almeno due. Aprire una sala di registrazione per promuovere tutta l’attività del conservatorio, compresa la realizzazione di cd delle opere concertistiche degli allievi, e creare una orchestra baby di studenti under 14. Poi, ancora: lanciare nuovi corsi di studio, come il mandolino e la musica elettronica per allargare la fascia di interessi dei giovani. E naturalmente sarà mia premura portare avanti le “creature” fondate insieme a Massimo: l’Ensemble, l’orchestra tradizionale del conservatorio, l’orchestra dei fiati, il coro delle voci bianche e di musica antica».
Un altro progetto importante?
«Acquisire i locali dell’ex scuola di via Saffi per realizzare un auditorium con circa 800 posti. Abbiamo bisogno di nuovi spazi per ampliare i servizi. L’idea progettuale c'è da tempo, speriamo di farcela presto con l’aiuto delle istituzioni».
A che età è entrato in conservatorio?
«Avevo 11 anni, Massimo già studiava da qualche anno. Siamo grandi amici, ci frequentiamo anche fuori della scuola. Da questo istituto sono usciti i migliori fiati italiani con il direttore dell’epoca, Firminio Sifonia. Lui riusciva a trascinare a Pescara, i più grandi flautisti dell’orchestra della televisione italiana, come Severino Gazzelloni».
Ha già scelto il suo vice?
«Si, il violinista Piero Binchi. È il mio collaboratore da sempre».
Il suo maestro?
Marco Costantini.