«Conservatorio, più sale e un progetto per la scuola Muzii»

Il presidente Di Nicola appena riconfermato rivela i piani: multimedialità e internazionalizzazione per attrarre allievi
PESCARA. L'ampliamento degli spazi sfruttando la vecchia scuola Muzii in via Saffi, lungo la strada parco, alle spalle della sede attuale. E poi più innovazione e un’apertura all’internazionalizzazione. Sono i tre obiettivi che caratterizzeranno il triennio della presidenza del Conservatorio di Pescara, appena riconfermata a Maurizio Di Nicola con decreto del ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini. La nomina è stata accolta su proposta del consiglio accademico dell'istituzione pescarese.
«Mi fa piacere aver avuto l'attestazione di stima del consiglio accademico, composto dai professori di ruolo, che evidentemente hanno apprezzato il mio curriculum, ma anche il lavoro fatto in questi tre anni», commenta il presidente. Il triennio appena concluso per Di Nicola è stato «bello, ma difficile per via del Covid, che ha ridotto le attività del Conservatorio e di tutte le istituzioni che si svolgono in presenza, specie quando si ha a che fare con l’utilizzo di strumenti musicali. Abbiamo dovuto inventare delle formule e ripensare la gestione degli spazi, diventata più difficoltosa per l’attività orchestrale. Il tempo del Covid ci ha impegnato molto, ma ne siamo usciti in modo dignitoso anche per il lavoro del direttore Alfonso Patriarca che è stato fondamentale nella conduzione accademica».
Con il primo triennio alle spalle, il nuovo mandato per Di Nicola si apre con tre grandi sfide. La prima riguarda l’accelerazione del progetto di ampliamento del Conservatorio, prevista grazie a un finanziamento del ministero di 10 milioni di euro. «L’aumento dei prezzi ha determinato la variazione del quadro economico iniziale», spiega il presidente. «È stata redatta una nuova ipotesi progettuale, sottoposta al Miur. Con la scadenza imminente del mio mandato non avevo ritenuto di prendere appuntamento con il ministero per cercare di accelerare l’iter, ma ora sarà mia premura, per ottenere quell’autorizzazione mancante che condiziona l’inizio dell’appalto». Il progetto, i cui lavori potrebbero partire entro giugno, prevede un primo lotto per la realizzazione dell’auditorium e di nuove aule didattiche.
Per completare il resto del progetto, ovvero un’audioteca e altri profili multimediali, è partita la caccia a nuovi finanziamenti. «Vogliamo che il nuovo edificio sia vocato all'innovazione, posto che le sedi storiche sono luoghi di conservazione e di custodia della nostra tradizione musicale». La seconda sfida, strettamente connessa alla prima, ha a che fare con l'innovazione. «Vogliamo spingere molto sulla multimedialità applicata alle discipline musicali e all’organizzazione del Conservatorio. Vogliamo offrire servizi che vadano oltre la platea degli iscritti. Un conservatorio deve parlare alla città nella sua interezza», va avanti. Ultimo punto, ma non per importanza, è l'internazionalizzazione del Luisa d'Annunzio, «già cominciata in questi mesi con percorsi di collaborazione con Conservatori del Belgio, della Germania, della Francia. Il tutto a favore di una popolazione studentesca che è cresciuta in questi anni», prosegue. «C’è una struttura di fondo solida, poggiata su un corpo docente stabile nella sede del Conservatorio di Pescara e il che vuol dire che viene percepita come una sede di qualità e di prestigio. Io credo che sia ben posizionato e che possa fare un salto di qualità ulteriore sotto il profilo dell’internazionalizzazione e del miglioramento dell’innovazione».
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