Considan, 3 operai licenziati in tronco

11 Ottobre 2014

La Filctem Cgil denuncia la condizione dei lavoratori nel consorzio intercomunale che gestiva il depuratore

MONTESILVANO. Tornano ad accendersi i riflettori sul Considan. Il segretario provinciale Filctem-Cgil, Domenico Ronca denuncia il «licenziamento in tronco» di tre dipendenti del consorzio intercomunale depurazione acque nere e annuncia la convocazione di una conferenza, il 15 ottobre, nella sede della Cgil in via Benedetto Croce, a Pescara.

Ronca ripercorre gli avvenimenti più significativi legati al consorzio intercomunale, dal 2008 fino al licenziamento dei tre dipendenti di pochi giorni fa. «Il Considan ha gestito il depuratore consortile fino al 31 marzo 2008, allorché ci fu il passaggio di 16 dei 19 dipendenti all’Aca Spa, ente gestore del servizio idrico integrato» spiega Ronca. «Tre dipendenti sono rimasti negli uffici Considan in corso Umberto, a Montesilvano, fino alla fine di luglio 2008, poi in via San Gottardo, al centro Trisi, di cui il Considan era già gestore in base a un contratto d’affitto di azienda con Trisi, proprietario della struttura. Con la nomina da parte dei Comuni soci, nell’ottobre 2008, del commissario liquidatore, si è passati a gestire il centro sportivo con attività di riscossione e prenotazioni, assieme alle attività amministrative inerenti la liquidazione del Considan».

Si arriva, così, a marzo di quest’anno, al passaggio di consegne del complesso sportivo di via San Gottardo dal Considan, che ha gestito gli impianti fino a quel momento, all’Azienda speciale del Comune. Il commissario prefettizio Maria Pia De Rosa, in quei giorni, ha infatti firmato un provvedimento per dare il via libera al trasferimento della gestione del Trisi.

«Alla fine di marzo 2014, il Considan ha riconsegnato il centro sportivo al Comune di Montesilvano. Il Comune, a sua volta, ha contestualmente girato la gestione del centro Trisi all’Azienda Speciale per i servizi sociali, ente strumentale del Comune stesso» sottolinea Ronca. Da quel momento, la situazione per i tre dipendenti si complica.

«Dal 1° aprile, i tre dipendenti sono stati trasferiti in una stanza nel municipio di Montesilvano. In seguito alla richiesta del commissario liquidatore di un declassamento e riduzione di orario di lavoro, poiché riteneva che per le attuali esigenze di liquidazione servissero solo 6 ore al giorno, ad agosto 2014 veniva stipulato un accordo sindacale che prevedeva la messa in ferie dei lavoratori fino al 30 settembre. Il 1° ottobre, rientrando al lavoro, il commissario consegnava la lettera di licenziamento. Ma la liquidazione continua con i relativi costi che paga la collettività».

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