«Considan nell’inchiesta Roma Capitale»

13 Gennaio 2015

Un esposto in procura sull’acquisto, nel 2007, di quote societarie per 800mila euro delle quali era titolare Salvatore Buzzi

MONTESILVANO. Un esposto alla Procura della Repubblica perché venga fatta chiarezza sull’acquisto, da parte del Considan, di quote societarie della Linda spa appartenenti nel 2007 a Salvatore Buzzi, uno dei principali protagonisti dell’inchiesta Roma Capitale. È questa l’iniziativa promossa dai consiglieri del Movimento 5 Stelle Manuel Anelli, Gabriele Straccini, Paola Ballarini, e dal deputato pentastellato Andrea Colletti che ieri mattina, in una sala consiliare gremita, hanno ricostruito tutti i passaggi della compravendita sui quali sono stati accesi i riflettori dopo la segnalazione di un cittadino.

Tutto ha origine nel febbraio 2005 quando Buzzi, titolare di Formula Ambiente, acquista la società Neturbà, che possiede il 49% della Linda spa, società di cui è socio maggioritario il Comune di Città Sant’Angelo e che si occupa, tra l’altro, di servizi di igiene urbana. Due anni dopo, Buzzi vende quelle quote al Considan, consorzio pubblico di Montesilvano, Città Sant’Angelo e Silvi, che si occupa della depurazione delle acque nere, e la cui gestione all’epoca dei fatti è affidata a un Cda presieduto da Nino D’Annunzio (centrosinistra) e composto da Antonino Bonaccorso (Città Sant’Angelo), Sergio Mazzone (Silvi), entrambi deceduti; Carmine Silvetti e Carmine De Vincenzo (Montesilvano). Nel febbraio del 2007, infatti, il Cda autorizza l'acquisizione e, nel maggio dello stesso anno, il Considan acquista, con atto notarile, le quote per un importo di 800 mila euro. Appena un anno dopo, però, si avvia la messa in liquidazione (ancora in corso) del consorzio affidata a Sandra D’Intino, e nel luglio del 2009 una perizia del Tribunale di Pescara valuta le stesse quote 133 mila euro. Ma è solo con l’inizio dell’inchiesta Roma Capitale che al M5S arriva la segnalazione della trattativa i cui documenti sono stati presentati ieri alla magistratura affinché stabilisca se vi sia stato un danno erariale.

«Sembra strano», commenta il parlamentare montesilvanese Colletti «che, con tanta leggerezza, un ente pubblico abbia potuto acquistare le quote di una società che non c’entrava nulla con il proprio oggetto sociale per 800 mila euro, quote mai stimate prima dell’acquisto e che dopo appena 2 anni valevano 133 mila euro. Oltretutto si sapeva, per via delle leggi precedenti, che il Considan avrebbe perso qualsiasi capacità di gestione. Quindi perché è stato fatto questo acquisto e nessuno ha chiesto mai spiegazioni ai diretti interessati. Spesso il silenzio in politica nasconde qualcosa», prosegue, «e sappiamo che Montesilvano e Città Sant’Angelo sotto questo punto di vista sono realtà molto omertose. Ci sono sempre stati accordi tra tutti i partiti che, nonostante la logica dell’alternanza, non si pestavano mai troppo i piedi».

Indipendentemente dalle indagini giudiziarie e dagli accertamenti della Procura, il Movimento 5 Stelle chiede alla politica di dare delle risposte. «Chiediamo ai politici le risposte che finora nessuno ha voluto dare, perché a volte la politica deve saper arrivare prima della magistratura», chiude Colletti evidenziando che i grillini hanno contattato anche il precedente responsabile legale della Neturbà, Tonino Lattanzi, per capire in che modo erano state valutate le quote prima dell’acquisto da parte di Buzzi, e l’attuale liquidatrice D’Intino, ma entrambi si sono rifiutati di fornire informazioni.

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