Consigliera sfiduciata e veleni, vertice per riportare pace in FdI

10 Marzo 2023

Domani incontro tra il senatore e coordinatore regionale Sigismondi con Zamparelli e Cremonese Parte la trattativa dopo le accuse: se non si troverà l’accordo, sarà il deputato Donzelli a decidere

PESCARA. L’appuntamento è per domani mattina nella sede del consiglio regionale in piazza Unione: da una parte della scrivania sarà seduto il senatore Etel Sigismondi, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, dall’altra la consigliera comunale Zaira Zamparelli, sfiduciata da capogruppo il 2 marzo scorso. Al fianco di Zamparelli dovrebbe esserci Alfredo Cremonese, assessore al Turismo e punto di riferimento della consigliera. Un incontro che ha un obiettivo: tentare di riportare la pace nel partito pescarese dopo gli stracci volati in pubblico.
Quella scoppiata nel gruppo consiliare è una polemica che non è piaciuta ai colonnelli regionali di FdI che, da sempre, chiedono ai propri amministratori di lavare i panni sporchi in famiglia evitando gli schizzi di fango all’esterno. Una necessità, secondo le direttive che circolano nel partito, che è adesso considerata ancora più stringente con il partito che naviga intorno al 25%: i vertici di FdI non vogliono prestare il fianco e offrire agli avversari l’immagine di un partito diviso e che non sa domare le liti interne. E nei mesi scorsi, con i mal di pancia covati in provincia di Chieti, è stata adottata la linea del riserbo e del silenzio: le proteste sono state messe a tacere e confinate nelle chat di Whatsapp per evitare il clamore della stampa. Stavolta, invece, il caso è deflagrato con dichiarazioni ufficiali al veleno: le accuse-sfogo di Zamparelli e le repliche di Stefano Cardelli e Roberto Carota, coordinatore provinciale e cittadino. Zamparelli, eletta con FdI (299 voti), è stata sfiduciata da Cristian Orta e Mauro Renzetti, entrambi candidati con la Lega e passati a FdI nei mesi scorsi. Orta e Renzetti avevano chiesto a Zamparelli di dimettersi ma lei non l’ha fatto. Così si è arrivati alla rottura. L’incarico di capogruppo è andato a Orta: in municipio, gira la voce che a Orta sia stato offerto di diventare capogruppo già durante la trattativa per passare dalla Lega a FdI.
Cosa succederà adesso? Sigismondi cercherà di riportare la pace ma sulla sfiducia non si torna indietro: Zamparelli, che dopo un primo momento di rabbia non vuole più lasciare il partito, dovrà accettare che Orta resti capogruppo. Ma, per farlo, la consigliera potrebbe porre condizioni. Su questo si andrà alla trattativa. Anche perché, in consiglio comunale, FdI conta tre componenti e non vuole scendere a due. Se la trattativa con Sigismondi dovesse arenarsi, la questione potrebbe finire sul tavolo del deputato Giovanni Donzelli.
Ma, in FdI, c’è chi ha lo sguardo lungo e proiettato alle elezioni regionali del 2024: Cremonese, il più votato di FdI alle comunali del 2019, preme per una candidatura. Lo scontro è aperto e basta ripensare ai dati delle elezioni politiche del 25 settembre scorso per capire quanti possano essere interessati a spuntare un posto in lista: le ultime elezioni hanno decretato che FdI è il primo partito in città: il dato di Pescara dice 24,9% alla Camera e 22,7% al Senato a fronte di una media regionale del 27,89% e 27,25%. Ma non c’è posto per tutti e, all’altare delle candidature, qualcuno dovrà ingoiare un rospo. Cremonese non vuole essere questo qualcuno: ai suoi collaboratori più stretti avrebbe confidato che a uno tra i fondatori del partito in città, quando FdI non arrivava al 5%, non si possono chiedere passi indietro per concedere terreno ad altri, magari arrivati da partiti alleati.