Consiglio comunale saltato La rabbia di Masci: basta, azzero la giunta e tutti a casa

La seduta sull’area di risulta rinviata per le troppe assenze, ecco il retroscena E ora il sindaco assicura: domani sarà approvato l’accordo sulla sede regionale
PESCARA. «Il bene della città deve prevalere su tutto per un consigliere comunale e certi comportamenti non sono moralmente accettabili anche se, alla fine, non arrecano pregiudizio. Comunque, sono certo che una cosa del genere non si ripeterà». All’indomani del consiglio comunale sulla sede unica della Regione nell’area di risulta saltato per le troppe assenze in maggioranza, il sindaco Carlo Masci non usa il condizionale: «Domani sera la delibera con la ratifica dell’accordo di programma tra Comune e Regione sarà approvata; al massimo si chiuderà sabato sera, durante la finale di Champions League tra Inter e Manchester City. Il progetto è condiviso».
Il perché della sicurezza del sindaco potrebbe essere legato a una sfuriata andata in scena in Comune quando, alle 9.30 di martedì, il numero legale per iniziare il consiglio non è stato raggiunto a causa delle assenze in Forza Italia, stesso partito di Masci, Fratelli d’Italia, Lega e anche Udc e Pescara Futura. E non è la prima volta che Forza Italia e FdI vanno allo scontro con Masci: di recente è successo anche con il Piano di risanamento acustico per la zona del centro. Inoltre, nel centrodestra, c’è chi fa notare un dettaglio: alle ultime iniziative organizzate dal Comune con la presenza annunciata di Lorenzo Sospiri, poi il presidente del consiglio regionale non si è presentato. È un caso? Chissà. Ma, adesso, quelle assenze sembrerebbero avere un peso specifico diverso. Anche perché c’è un altro dettaglio da tenere in considerazione: nel 2024, a Pescara, ci sono le elezioni comunali e le manovre, anche per chi vorrebbe tentare il salto in Regione, sono già cominciate.
Ai consiglieri e agli assessori, dopo il consiglio deserto, Masci avrebbe mandato un messaggio chiaro: senza il via libera alla sede della Regione nell’area di risulta, il sindaco avrebbe prima azzerato la giunta e poi avrebbe valutato anche l’idea di dimettersi. Tutti a casa, questa la sfida lanciata ai ribelli: «Via la giunta e poi vediamo quanti di voi saranno rieletti», avrebbe detto il sindaco. Secondo il ragionamento di Masci, il voto sulla sede della Regione nell’area di risulta – «Il progetto più importante di questa consiliatura» – è un voto da dentro o fuori: chi vota sì sta in maggioranza, chi vota no o è assente senza giustificazione dovrebbe considerarsi fuori. «Chiunque si assumerà la responsabilità delle proprie azioni», ha detto il sindaco.
Di certo c’è che, di fronte all’aula mezza vuota, Masci si è arrabbiato e non poco: «Mi sento sbeffeggiato», avrebbe detto ai collaboratori più fidati. «Ma quello che conta», osserva ora a mente fredda, «sono gli atti e non i pensieri che, se non trovano attuazione, alla fine non contano. Diciamo che ciò che ho pensato in quel momento lo tengo per me sapendo che questa fase di superficialità adesso sarà superata».
Il presidente del consiglio, Marcello Antonelli della Lega, ha riconvocato la seduta per domani alle ore 20 e per sabato, sempre alle 20: se alle 9 del mattino è troppo presto, questo il ragionamento del sindaco, allora ci vediamo sul tardi. Sarà una maratona fino a notte fonda: ci sono 71 emendamenti presentati dall’opposizione, Pd e M5S, da discutere e mettere al voto.
Masci prosegue: «Il mio dispiacere non è legato al fatto che sia saltato il consiglio», dice il sindaco, «quando si assume un impegno verso gli elettori, è necessario mantenerlo e il primo impegno è essere protagonisti in consiglio, il luogo in cui si decidono le sorti della città. Vedere che non si può partire per un disallineamento negli orari dei consiglieri, non mi piace anche se niente è pregiudicato e questa delibera storica sarà approvata: il termine per approvarla scade il 10 giugno, siamo in tempo. Questa delibera farà compiere a Pescara un passo in avanti: questa città deve avere un orizzonte diverso e la riqualificazione dell’area di risulta deve esserne il punto centrale». E una generalizzata lavata di capo basterà a cambiare il corso dei rapporti in maggioranza? «Ho richiamato tutti all’attenzione, non c’è bisogno di sceneggiate. Magari», scherza il sindaco, «potrei regalare un orologio a tutti i consiglieri di maggioranza ma sono certo che non servirà».
Alla minoranza, che invoca le dimissioni, Masci affida un pensiero: «Quattro anni fa, ho trovato un altro progetto per l’area di risulta che prevedeva anche un ipermercato e due palazzi residenziali. Per me, l’area di risulta deve restare pubblica».
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