Consiglio, Di Pietrantonio lascia

Appena nominato si dimette: «Sono coinvolto in un procedimento giudiziario»
PESCARA. Il sogno di Moreno Di Pietrantonio di tornare a fare il consigliere comunale è svanito ieri mattina, quando l’ex assessore ha deciso di dimettersi inviando una lettera al sindaco Carlo Masci, al presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli e al segretario generale del Comune Carla Monaco.
Di Pietrantonio, primo dei non eletti del Pd, scaduta la sospensione di 18 mesi dagli incarichi pubblici scattata con la legge Severino a causa di un suo coinvolgimento nell’inchiesta sui grandi eventi del Comune, sarebbe dovuto tornare a fare il consigliere comunale al posto di Giacomo Cuzzi, anche lui sospeso per lo stesso motivo. Invece, ieri Di Pietrantonio ha deciso di rinunciare all’incarico, in quanto sottoposto a un procedimento giudiziario. Al suo posto resterà Marco Presutti, che lo ha già sostituito in consiglio durante tutti questi mesi. Ma ecco cosa ha scritto Di Pietrantonio.
«Sono stato consigliere comunale a Pescara dal 1998 al 2014, ricoprendo vari ruoli con disciplina e determinazione, al servizio della città e dei cittadini con particolare attenzione per i più deboli, cercando sempre di portare idee e innovazione», si legge nella lettera, «dal 2003 al 2008 sono stato assessore al turismo, in una stagione che ancora molti ricordano come straordinaria per l’animazione e la promozione della nostra città». «Avendo svolto con questi intenti e questi valori il mio impegno pubblico», spiega, «in questo momento che mi vede sottoposto a un procedimento giudiziario rispetto a ipotesi di reato cui so di essere estraneo, nel ribadire piena fiducia nella magistratura dopo attenta e sofferta riflessione rinunzio dando le dimissioni a svolgere il mandato nel consiglio comunale di Pescara, poiché tutta la mia attenzione il mio impegno e le mie energie devono essere indirizzati a mostrare nel processo la mia innocenza che finirà con l’essere dimostrata di fronte a tutti. Questo esige la storia da cui provengo e che ho scritto con le mie idee e con le mie azioni».

