Consip e Unità, scintille Pd-M5S

12 Aprile 2017

Carte bollate e denunce dopo l’inchiesta di Report. I pentastellati accusano: «Domina il sistema Renzi»

di Maria Berlinguer

ROMA

A colpi di carte bollate e denunce. Tra M5S e Pd la battaglia politica ora si sposta in tribunale. E’ il tesoriere del Pd, Francesco Bonifazi, il primo a muoversi, annunciando (ma lo aveva già fatto) che a stretto giro il Pd presenterà un esposto alla magistratura per indagare sulla regolarità fiscale del blog di Grillo. Il sospetto, spiega, è che ci siano profili penali dietro il blog del Fondatore garante del M5S. I grillini però sono pronti a rilanciare. E lo fanno su più fronti, forse anche per evitare di tornare sullo smacco subito a Genova dove il giudice ha dato torto a Grillo ripescando Marika Cassimatis nella corsa come candidata M5S. A tenere banco è ancora il caso Consip oltre che l’inchiesta di Report sull’Unità. Il colpo di scena del depistaggio dell’ufficiale dei carabinieri sul presunto coinvolgimento di Tiziano Renzi scoperto dai magistrati non ha fatto cambiare posizione ai pentastellati che tornano a chiedere con forza la dimissioni di Luca Lotti, indagato per rivelazione di segreti d’ufficio. Ma i Cinquestelle rilanciano anche sul fronte esposti, annunciando che presenteranno una denuncia alla magistratura per turbativa d’asta e traffico di influenze, chiedendo all’Anac di indagare se esiste «un sistema Renzi» che ha favorito determinate imprese e soggetti in cambio di favori. Tutto parte dall’inchiesta mandata in onda a Report lunedì sera su Raitre sul salvataggio del giornale fondato da Gramsci. Secondo Report (ripreso integralmente da Il Fatto quotidiano) l’imprenditore Pessina che a suo tempo ha rilevato l’Unità lo avrebbe fatto ricevendo come contropartita un appalto in Kazakistan. Accuse che il Pd smentisce e delle quali chiederà conto alla Rai, al Fatto e a Report. «So che nelle prossime ore Di Maio, mister congiuntivo, farà una conferenza stampa sulle rivelazioni di un testimone occulto, ovvero uno che non ha avuto il coraggio di metterci la faccia, durante la trasmissione Report. Chiederò i danni alla Rai, a Report e a Il Fatto e non sarò il solo a farlo», attacca da Facebook il tesoriere del Pd. Bonifazi inoltre conferma che a breve presenterà il suo esposto sul blog di Grillo e assicura: «ne vedremo delle belle». Di lì a qualche ore Di Maio, Di Battista e Fico si presentano in sala stampa al Senato. «Vent’anni fa c’era Tangentopoli mentre ora c’è Renzopoli: un sistema di potere neanche codificato», dice Di Maio. «La tangente astrattamente potrebbe essere l’Unità», dice citando l’inchiesta Consip nella quale, ricorda, risultano ancora indagati sia il padre di Renzi che Lotti. «Poletti è stato massacrato per aver detto la verità in Italia non lavori se non conosci qualcuno del Pd», rincara Di Battista. Quanto all’esposto di Bonifazi, Di Battista minimizza: «faccia quel che vuole, è lo stesso Bonifazi che c'è dietro il caso Unità: credibilità zero». Roberto Fico è il presidente grillino della commissione di Vigilanza. Per questo punta dritto sul conflitto di interessi di Michele Anzaldi deputato e membro della Vigilanza che come portavoce della mozione Renzi «ha tentato di bloccare la puntata di Report in cui si indagava sull’Unità».

In serata in difesa di Report arriva anche la presa di posizione di Fnsi e UsigRai. «Vecchi vizi che non tramontano mai: si chiede alla Rai di fare inchieste poi quando danno fastidio a qualcuno scatta la voglia di bavaglio: siamo con la redazione di Report e con la libertà di fare informazione nel rispetto delle regole e della verità», spiegano Federazione della stampa e sindacato dei giornalisti Rai. Paladini della libertà di informazione e dei giornalisti coraggiosi che non si fanno dettare la linea, Di Maio, Di Battista e Fico non rispondono alle domande dei cronisti sul caso Genova. Né a domande sul caso del direttore del Tg1, Mario Orfeo, tampinato sotto casa da uomini dello staff pentastellato sulle presunte fake news del suo tg che non avrebbe dato conto del caso Consip a sufficienza rilanciando la notizia di Grillo e Di Battista querelati dalla Cassimatis. Di Maio, Di Battista e Fico non rispondono a nessuna delle domande dei giornalisti. Il tema è Renzopoli. Punto».