Consultorio ancora chiuso «Ora la Regione chiarisca»

13 Dicembre 2020

Francavilla,il Pd chiede spiegazioni anche per l’Unità di cure primarie bloccata Presentate due interrogazioni. Il comitato dei cittadini: «Strutture indispensabili»

FRANCAVILLA. La questione consultorio e l'attivazione dell'Uccp (Unità complessa di cure primarie) a Francavilla arrivano in consiglio regionale. Nella sessione del 21 dicembre per la precisione, come annunciato dal segretario cittadino del Pd Mirko Di Muzio.
Entrambe le vicende affondano le loro radici nei mesi passati: per l'Uccp la precedente giunta regionale aveva stanziato a gennaio 2019 oltre un milione di euro, somma con cui andare a restaurare e attrezzare una porzione dell'ex Padovano. Da quel momento, però, i lavori non sono mai partiti e ad oggi è tutto invariato rispetto a due anni fa.
Per il consultorio la vicenda è ancora più fresca: dopo lo scoppio della pandemia è stato chiuso per fare spazio all'emergenza Covid, questo a marzo. Nei mesi successivi cittadini e amministratori ne hanno chiesto la riapertura, anche grazie alla costituzione di comitati spontanei. A luglio il manager della Asl di Chieti Thomas Schael, dopo un sopralluogo nei locali dell'ex Omni individuati per la riapertura, aveva ipotizzato con il sindaco Antonio Luciani la possibilità di tornare operativi per settembre.
Questo però non è ancora accaduto perché, come fatto sapere nelle scorse settimane dalla Asl, la seconda ondata del coronavirus ha costretto l'azienda sanitaria a utilizzare momentaneamente gli stessi spazi sempre per gestire l'emergenza, tra le altre cose con l'introduzione dell'Usca. Ma al Pd, così come al comitato spontaneo, la decisione non va giù. «È giunto il momento di capire quali siano le reali intenzione e cosa intende fare il governo regionale», scrive in una nota Di Muzio, «avevamo presentato due mozioni per mezzo del nostro capogruppo al consiglio regionale Silvio Paolucci, per far chiarire dal presidente della Regione Marco Marsilio e dall'assessore competente Nicoletta Verì le cause sulla mancata attivazione dell'Uccp e la non riapertura del consultorio familiare di Francavilla. Finalmente avremmo le risposte». Poi insiste: «La precedente giunta regionale a guida Pd aveva stanziato 1,1 milioni di euro, stipulando un accordo tra enti per la realizzazione dell'Uccp a Francavilla nei locali dell'ex Padovano, concessi dal sindaco Antonio Luciani. Ora ci ritroviamo a lottare per un servizio percepito come fondamentale, inspiegabilmente tolto senza preavviso e non ascrivibile al periodo che viviamo. Inoltre, abbiamo partecipato a numerose iniziative per chiedere pubblicamente il ripristino del consultorio, fin qui invano».
Sulla questione interviene anche Livio Bove, a capo del comitato di cittadini: «Mesi di incontri, richieste di chiarimenti, promesse ufficiali di riapertura del consultorio per assistere all'ennesima giravolta, in un momento in cui si dichiara con orgoglio che i contagi siano in decremento e che l'Abruzzo possa tornare orgogliosamente in zona arancione. Noi continueremo a fare la nostra parte, ma sta all'intelligenza della Asl e della Regione non inasprire il rapporto con il cittadino. Oggi le richieste di assistenza sanitaria che esulano dal Covid passano in secondo piano».
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