Consultorio chiuso, il sindaco alla Asl: rispettate gli impegni

I cittadini di Francavilla chiedono la riattivazione del servizio Fermo anche il trasferimento a San Franco del nuovo 118
FRANCAVILLA. Dopo l'incontro della settimana scorsa con un’associazione di cittadini e la provocazione lanciata durante la diretta di domenica, dove il sindaco di Francavilla Antonio Luciani ha affermato di voler «proporre una delibera alla giunta per cui, se la Asl non riapre il consultorio, il Comune rientra in possesso di tutti i locali messi a disposizione dell'azienda sanitaria», ieri è stato proprio il primo cittadino a scrivere al direttore della Asl di Chieti Thomas Schael per chiedere un incontro in cui definire la questione consultorio e non solo.
Luciani, così come i tanti richiedenti, si sente tradito dalle promesse fatte non più tardi di tre mesi fa dal direttore Schael, che aveva previsto un ripristino del sevizio consultoriale già da settembre. A tal proposito il sindaco, in un passaggio della missiva, parla di «mancato rispetto dell'impegno preso per la riattivazione del servizio, nonostante questo Ente abbia concesso in comodato i locali dell'ex Omni».
Nei giorni scorsi, in concomitanza della manifestazione in piazza organizzata da un gruppo di cittadini e coordinata da Livio Bove, era stata proprio la Asl di Chieti a comunicare uno slittamento dei programmi determinato dall'emergenza sanitaria in corso, in modo da poter utilizzare gli spazi attualmente disponibili per l'Usca (Unità speciale di continuità assistenziale), servizio specifico dedicato ai malati di Covid e le vaccinazioni, assicurando la riapertura del consultorio non appena terminata la fase critica.
Una prospettiva che evidentemente non ha trovato il gradimento di sindaco, giunta e delle tantissime persone che da marzo - periodo in cui la struttura allora ospitata all'interno dell'ex istituto Padovano è stata chiusa - ne chiedono a gran voce il ripristino. Non solo però, perché nella lettera indirizzata alla Asl Luciani fa riferimento sia al trasferimento della sede del 118, annunciato già per gennaio 2020 nei nuovi locali individuati a San Franco ma ancora in stand-by, ma anche all'Uccp (Unità complessa di cure primarie), per la quale la Regione da quasi due anni ha stanziato oltre 1 milione di euro necessario ai lavori da effettuare sempre all'interno dell'istituto Padovano, senza che però sia partita nessuna opera.
Luciani chiede un tavolo condiviso dove poter fare il punto della situazione, a 360 gradi, alla presenza non solo del direttore Schael e della giunta comunale, ma anche della dottoressa Drusiana Ricciuti, responsabile del consultorio, in modo da conoscere in maniera chiara e definitiva quelle che sono le intenzioni della direzione sanitaria e poter dare delle risposte concrete alla cittadinanza. Nel frattempo continuano ad arrivare agli uffici comunali mail di cittadini che chiedono il ritorno del servizio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

