«Contadinamente può curare l’orticello»

28 Marzo 2017

«La possibilità di entrare non è che non c’è… c’è come collaboratore ma altri ruoli effettivi non ce ne sono». Un indagato non voleva solo simulare gli incidenti tra Pescara, Montesilvano, Chieti e...

«La possibilità di entrare non è che non c’è… c’è come collaboratore ma altri ruoli effettivi non ce ne sono». Un indagato non voleva solo simulare gli incidenti tra Pescara, Montesilvano, Chieti e Lanciano: voleva organizzarli per guadagnare di più. È quanto emerge dalle intercettazioni telefoniche dell’inchiesta sulla truffa alle assicurazioni con 154 indagati. In un rapporto della polizia stradale trasmesso alla procura, si annota che i due principali indagati, Gianfranco Rossi e Daniele Nano, commentano: «I due si lamentano del comportamento avuto dall’indagato che, senza invito, vuole entrare a pieno titolo nella loro organizzazione». Così dice Nano: «Altri ruoli effettivi non ce ne sono perché il centro è stato definito a dicembre quando sei venuto alla cena tu.. Non c’è più niente… ecco… c’è questo, quello, dare una mano, portare una tazzina». E allora Rossi propone: «Tu gli devi dire che anche lui può crearsi il suo orticello... lui può fare perché no… certamente…». E Nano risponde: «Glie l’ho detto come hai detto tu… contadinamente .. gli ho detto: “Guarda che con me e con Gianfranco sai quanti ragazzi ci stanno dietro che lavorano, che ci danno una mano che hanno le loro situazioni, i loro orticelli che noi gli diamo il compenso in base al soldato gli appendiamo le sciabole”… non ce ne sono uno o due, ce ne sono tanti… Non è che da sole due persone potrebbero fare tutto». Un dialogo che per gli inquirenti è la prova di un’«organizzazione stabile» tanto da contestare il reato di associazione a delinquere: «Certo che la mente di tutto siamo noi», dice Nano, «però è ovvio che ci servono tutte le braccia, più braccia abbiamo e meglio è….». E anche Rossi è d’accordo: «È chiaro, è chiaro, chiaro». (p.l.)