Contagi, altri 5 casi in regione

Non si arresta l’aumento (anche se lieve) dei nuovi positivi al virus
PESCARA. Cinque nuovi casi di coronavirus in Abruzzo: riguardano tutti pazienti domiciliati o residenti in provincia di Pescara.
Il totale regionale sale così a quota 3.387. Non ci sono decessi recenti: il bilancio delle vittime è fermo a 472. Come sta accadendo nel resto d'Italia, anche l'Abruzzo fa registrare un lieve aumento dei casi negli ultimi giorni, ma non rientra comunque tra le regioni a rischio che, secondo il monitoraggio dell'Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute, sono otto.
Il livello di allerta viene calcolato sulla base dell'indice Rt (erre con ti, ovvero il tasso di trasmissibilità dopo l'applicazione delle misure di contenimento del virus): nelle otto regioni a rischio è superiore a uno, in Italia è 0,98 e in Abruzzo è pari a 0,77. Dei cinque casi recenti, quattro sono nuovi e uno è emerso dal cosiddetto tracciamento dei contatti di una persona già malata.
Determinante, infatti, in questa fase, la capacità di ricostruire la rete dei contatti dei soggetti risultati positivi. Con i nuovi contagi torna a salire il numero degli attualmente positivi: sono quattro in più, per un totale di 115. Delle persone al momento malate, 13 pazienti sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva e uno in terapia intensiva, mentre gli altri 101 sono in isolamento domiciliare.
Il numero dei guariti o dimessi sale di un'unità e raggiunge quota 2800. Dall'inizio dell'emergenza sono stati eseguiti complessivamente 129.601 test.
«Il virus ormai è endemico», afferma il virologo Paolo Fazii, direttore del laboratorio della Asl di Pescara, «è tra noi, non è mai andato via e circola. L'aumento è in parte dovuto anche al fatto che viene meno il rispetto delle misure preventive e, di conseguenza, aumentano le possibilità di contagio. Dobbiamo continuare ad indossare le mascherine e a rispettare il distanziamento sociale». Se i rischi, in questo momento, derivano anche dall'estero, Fazii sottolinea che non c'è un problema stranieri: «Quasi tutti coloro che arrivano dall'estero vengono sottoposti a tampone», dice, «per cui è normale che emergono molti casi positivi, anche asintomatici».

