Contagi bassi, l’Abruzzo spera

28 Dicembre 2020

Il rapporto tra tamponi e casi positivi (7,4%) è esattamente la metà della media nazionale

L'Abruzzo in controtendenza con il resto d’Italia è sempre più vicino alla zona gialla. Dopo il report settimanale della Cabina di regia del ministero della Salute che lo collocano tra le regioni a rischio "basso", arriva la conferma anche i dati sui contagi nei giorni di festa. Nonostante il numero di tamponi molto ridotto rispetto alla normale capacità diagnostica della regione Abruzzo, il rapporto tra il numero di nuovi positivi e i test, seppure in lieve risalita, si mantiene ben al di sotto della media nazionale. Resta contenuto anche l'impatto sul sistema sanitario con i ricoveri in terapia intensiva stabili a 36 posti occupati. Crescono però i ricoveri in area medica visto che il saldo tra i pazienti dimessi e quelli ricoverati è positivo con 14 nuovi posti letto occupati. Inarrestabile invece il numero di decessi che continua a crescere con 6 nuovi morti nel giro di 24 ore.
I CASI. Ieri sono stati registrati 25 nuovi positivi, equamente distribuiti nelle province abruzzesi. Tra i contagiati anche una bambina di un mese della provincia di Teramo e una 91enne della provincia di Pescara. Le persone guarite o dimesse, nelle ultime 24 ore, sono state 88. Dall'inizio della pandemia sono stati eseguiti complessivamente 488.123 test. Nella giornata di ieri i tamponi analizzati sono stati solo 334 a causa della festività di Santo Stefano che ha ridotto l'attività dei laboratori abruzzesi. La capacità diagnostica abruzzese si aggira attorno ai 4.500 tamponi giornalieri.
Per quanto riguarda i ricoveri, sono 443 i pazienti in terapia non intensiva, 14 in più rispetto al giorno precedente anche se in realtà, da oltre 10 giorni, i reparti di medicina Covid abruzzesi camminano verso lo svuotamento.
I COMUNI. Tra i Comuni con il maggior numero di contagi giornalieri c'è Introdacqua, con 4 nuovi casi, mentre gli altri sono principalmente casi singoli registrati in diversi comuni. I decessi si riferiscono a 3 persone della provincia di Chieti, 2 della provincia di Pescara e una della provincia dell'Aquila. Si tratta, in particolare, di un 82enne di Lanciano, un 80enne di Tornareccio, un 77enne di Ortona, una 95enne di Pescara, una 75enne di Penne, e una 87enne di San Benedetto dei Marsi.
TERAPIE INTENSIVE. Resta sotto controllo il numero di pazienti ricoverati in terapia intensiva fermo a 36 da due giorni.
A influenzare questo dato, però, non solo guarigioni ma anche decessi giornalieri, che molto frequentemente riguardano proprio pazienti ricoverati in intensiva. Attualmente l'Abruzzo si trova sotto la metà del picco registrato a novembre (77) e di quello registrato nella prima ondata (76) risalente allo scorso 3 aprile.
Secondo la rilevazione periodica aggiornata del Ministero della Salute, sono 181 i posti letto di terapia intensiva a disposizione delle quattro Asl abruzzesi. Di conseguenza, per quanto concerne il tasso di occupazione dei posti letto totali di Terapia intensiva per pazienti l'Abruzzo si trova al di sotto della soglia del 30%, con un valore del 20%. Con la diminuzione dei nuovi positivi, dunque, calano anche gli ospedalizzati.
Per tale motivo i posti letto diventano sufficienti a far fronte all'emergenza.
LA CURVA DEI CONTAGI. Il rapporto tra nuovi contagi e tamponi è del 7.4%. Ciò significa che è stato trovato un paziente positivo ogni 13 tamponi analizzati molto simile a quello del giorno di Santo Stefano.
Si tratta di parametri molto al di sotto della media nazionale. In Italia, infatti, ieri il rapporto positivi/tamponi è stato del 14,88%, e il giorno precedente 12,8%. Sono dati determinanti per la collocazione dell'Abruzzo nella nuova fascia, cioè quella gialla, dopo il lockdown delle festività.