Contagi come a settembre Variante Delta in agguato

15 Giugno 2021

Nessuna vittima e appena cinque nuovi casi di Covid accertati ieri in Abruzzo Il virologo Fazii: «Trend favorevole, ma il virus c’è ancora e non deve circolare»

PESCARA. «La situazione è nettamente migliorata e il trend è favorevole. Il caldo sta facendo la sua parte, ma il virus c’è ancora e non dobbiamo farlo circolare. Se arriva anche qui la variante Delta c’è da preoccuparsi perché la copertura vaccinale si abbassa. Il rischio che arrivi c’è. Il rispetto delle regole resta l’arma principale»: così il virologo Paolo Fazii, direttore del laboratorio della Asl di Pescara e membro del Gruppo tecnico scientifico regionale (Gtsr), analizza la situazione abruzzese ad una settimana dall’entrata in vigore della zona bianca.
POCHI CASI. Si registra ancora un azzeramento dei decessi: il bilancio delle vittime resta fermo a 2.502. Cinque, invece, i nuovi casi accertati con i test delle ultime ore. È il dato più basso dalla fine di settembre ad oggi. Come ogni lunedì, però, i contagi recenti sono emersi da un numero basso di tamponi molecolari: solo 559 quelli processati (lo 0,89% è risultato positivo). Per quanto riguarda le età dei nuovi positivi, si va dai due anni di un bambino della provincia di Teramo ai 38 di una donna della provincia di Pescara. Non si registrano comuni con più di un nuovo caso. A livello territoriale, il Pescarese registra un incremento di tre casi e il Teramano di uno. L’Aquila registra una flessione di uno a causa di un riconteggio. Il dato del Chietino non subisce variazioni.
LA SITUAZIONE. Nel complesso la situazione continua a migliorare: l’incidenza settimanale dei contagi per centomila abitanti, a quota 15, scende leggermente (per la zona bianca deve essere inferiore a 50). Il quadro più favorevole resta quello della provincia di Teramo, tra le migliori d’Italia, con un’incidenza pari a 4. Poi ci sono il Chietino (11), il Pescarese (22) e l’Aquilano (37).
RICOVERI. Gli attualmente positivi sono 1.473 (-56). I ricoveri, per il secondo giorno consecutivo, sono in lieve aumento e passano dai 73 di domenica ai 75 di ieri, ma continuano a scendere in modo significativo su base settimanale. In particolare, 71 pazienti (+2) sono in terapia non intensiva e 4 (invariato, senza nuovi ingressi) in terapia intensiva. Il tasso di occupazione dei posti letto resta bassissimo: 2% per le terapie intensive e 5% per l’area non critica.
RISCHIO VARIANTE. A preoccupare gli esperti, sulla scorta di quanto avviene in Gran Bretagna, è la variante Delta (l’indiana nella vecchia terminologia). «Se arriva c’è da preoccuparsi», sottolinea Fazii, «perché la copertura vaccinale si abbassa: secondo gli studi scende al 50% con due dosi di vaccino. Nel Regno Unito ci sono stati 12 decessi di vaccinati. La Delta è dal 30 al 60% più infettiva della variante Alfa (la vecchia inglese), che a sua volta era dal 30 al 60% più contagiosa del ceppo originario. Se dovesse arrivare, nel corso dell’estate non darà segni di sé, ma avremo problemi in autunno, un po’ come sperimentato lo scorso anno».
VACANZE. Il caso della Gran Bretagna e il rischio varianti confermano la necessità di rispettare le regole comportamentali. «Si può fare tutto, ma bisogna farlo con prudenza», dice il virologo, secondo il quale anche d’estate sono fondamentali «distanziamento e mascherine», per «non ripetere gli errori dello scorso anno». In vacanza, all’estero, bisogna essere «ancora più prudenti: in molti Paesi il virus circola in modo sostenuto. Rischiamo di riportare in Italia le varianti».