Contagi, l’Abruzzo è a «rischio basso»

18 Maggio 2020

I dati dell’Istituto superiore di sanità. Ieri otto nuovi casi accertati. Preoccupa il focolaio di Vasto, tamponi a tappeto

PESCARA. In Abruzzo l'indice di Rt (erre con t), ovvero il tasso di contagiosità dopo l'applicazione delle misure di contenimento del virus, è pari a 0,45. Vale a dire che, allo stato attuale, grazie alle misure restrittive, un singolo malato non è in grado di infettare neppure una persona. La stima è contenuta nel primo report settimanale realizzato dal ministero della Salute con l'Istituto superiore di sanità (Iss) sulla situazione alla fine del lockdown.
Dal documento emerge che l'Abruzzo, con una valutazione di rischio “bassa”, non è tra gli osservati speciali. Otto i nuovi casi positivi: il totale sale a 3.186. Grande attenzione per il focolaio di Vasto e per le situazioni di Lanciano e Pescara, dopo la vicenda del funerale in Molise da cui sono partiti numerosi contagi.
IL REPORT. Dal report del ministero e dell'Iss emerge che in Abruzzo l'incidenza settimanale, con un valore di 7.78 su 100mila abitanti, è considerata "intermedia-alta". Il trend, comunque, è in calo. Anche per questo la valutazione relativa all’aumento di trasmissione ed attuale impatto del Covid-19 sui servizi assistenziali è "bassa - livello 2". In altre parole la situazione nella regione viene definita "complessa, ma controllata". A differenza, ad esempio, di Molise, Umbria e Lombardia, dove la valutazione di rischio è "moderata". Il documento è anche alla base del via libera alle riaperture previste da oggi. Il report, infatti, evidenzia come le misure di lockdown abbiano permesso un controllo dell'infezione, anche se, in un contesto che varia da territorio a territorio, la circolazione del virus persiste e proprio per questo è importane il rispetto delle misure di contenimento.
NUOVI CASI. Gli otto nuovi casi accertati in Abruzzo con i test eseguiti dal laboratorio della Asl di Pescara, dall’Istituto Zooprofilattico di Teramo, dall’Università di Chieti e dal laboratorio dell’ospedale dell’Aquila, sono emersi dall'analisi di 1.332 tamponi: è risultato positivo lo 0,6% dei campioni (ieri 2,1%). Dei nuovi casi, cinque fanno riferimento alla Asl di Pescara, dove il totale sale a 1.488, due alla Asl di Chieti (totale 804) e uno a quella di Teramo (648). Nessun nuovo caso all'Aquila (246). Gli attualmente positivi sono 1.422, mentre i guariti e dimessi sono 1.379. Due i decessi più recenti: una 96enne di Pescara e una 79enne di Alba Adriatica. Il bilancio delle vittime sale a quota 385. Del totale dei pazienti, 193 (-2 rispetto a sabato) sono in ospedale in terapia non intensiva e sei (-1) in terapia intensiva. Tutti gli altri, 1.223 (+2), sono in isolamento domiciliare.
ALLARME FOCOLAIO. A preoccupare, in particolare, c'è la situazione di Vasto. Nel quartiere San Paolo, nel giro di tre giorni, si sono registrati 21 casi, gran parte dei quali nello stesso condominio. La vicenda si ricollega ad un funerale che si è svolto in Molise, da cui sono partiti moltissimi contagi. Sono stati eseguiti i tamponi sui residenti di tre palazzine e i primi risultati parlano di sette persone positive su 44. Si sta quindi lavorando su misure specifiche finalizzate ad arginare la diffusione del contagio. Il funerale molisano ha avuto effetto non solo a Vasto. Sono risultate positive anche persone che vi hanno partecipato e che risiedono a Lanciano e a Pescara. Nel capoluogo frentano, in particolare, una famiglia è risultata contagiata e sono stati disposti i tamponi a tappeto su tutti i contatti a rischio. Quattro casi, accertati nei giorni scorsi, anche a Pescara, nel quartiere Rancitelli. Qui la situazione desta minore preoccupazione: i casi, infatti, non sembrano aver generato altri contagi e dovrebbero essere circoscritti. L'attenzione della Asl e delle autorità locali è comunque massima.
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