Contagi, ricoveri e decessi: tutti i rischi dei non vaccinati

14 Febbraio 2022

Il verdetto dell’Iss: per i no vax 23 possibilità di morire in più rispetto a chi ha la terza dose

Anche se la variante Omicron è meno letale, i non vaccinati sono ancora molto più a rischio di chi è invece coperto dal siero anti-Covid.
Rispetto a chi ha la terza dose, i non vaccinati hanno infatti oltre tre volte più possibilità di contagiarsi, 10 volte di finire in ospedale, 25 di finire in terapia intensiva e 23 di morire per le complicanze del virus.
Lo dice l’ultimo rapporto epidemiologico dell’Istituto superiore di sanità pubblicato nel fine settimana. I suoi dati sono certi, perché sono stati calcolati in base ai numeri reali registrati in Italia tra Natale e fine gennaio.
In regione i due estremi sono i 792.544 abruzzesi che hanno ricevuto anche la terza dose e i 134.944 over 12 che non ne hanno ricevuto nemmeno una. In mezzo ci sono quasi 300mila abruzzesi che hanno ricevuto le prime due dosi, ma non la terza booster, oppure hanno appena deciso di ricevere la prima dose e attendono ancora la seconda.
I più a rischio di tutti sono gli ultraottantenni, fascia di età che in Abruzzo vende ancora pochi vaccinati rispetto alle altre regioni.
Vediamo il rischio in base alle fasce di età la copertura vaccinale nella regione.
GLI OVER 60
Secondo il rapporto Iss, nell’ultimo periodo, ogni centomila ultraottantenni non vaccinati se ne sono contagiati 10.213 (4,5 volte di più di chi ha la terza dose), sono finiti in ospedale in 1.949 (14 volte di più), in terapia intensiva in 70 (21 volte di più) e ne sono morti 815 (25 volte di più).
Gli ultraottantenni non vaccinati sono i più a rischio di tutti, perché quelli che più riportano gravi complicanze e quindi con maggiori possibilità di morire. In Abruzzo sono in 16.519, pari al 14,12% del totale, mentre quelli vaccinati con due dosi sono 98.416 (84,15%), tra i dati più bassi in Italia, di cui 88.338 anche con terza dose.
Rischio alto anche per la fascia dai 60 ai 79 anni, che in Abruzzo conta 24.610 persone senza nemmeno una dose del vaccino e che è quella che più finisce in terapia intensiva.
Secondo il rapporto dell’Istituto superiore di sanità, ogni centomila di queste persone tra i 60 e i 79 anni, in Italia ne vengono contagiate 10.380 (5 volte di più di chi ha il vaccino e anche la terza dose booster), 604 finiscono in ospedale (14 volte di più), 106 in terapia intensiva (35 volte di più), 122 muoiono (21 volte di più).
GLI UNDER 60
Rischio relativo leggermente inferiore è quello di chi ha tra 40 e 59 anni: ogni centomila persone di questa età non vaccinata, 14.104 vengono contagiate (3 volte di più di chi ha la terza dose), 153 finiscono in ospedale (7 volte di più), 19 in terapia intensiva (16 volte di più)e 10 muoiono (17 volte di più). In Abruzzo i non vaccinati tra i 40 e i 59 anni sono 51.606.
Ma i meno a rischio di tutti sono i giovani, nonostante siano quelli che più si contagiano. Secondo l’Iss, ogni centomila ragazzi non vaccinati tra i 12 e i 19 anni, se ne contagiano in 15.413 (3 volte di più di quelli con la terza dose), ne finiscono in ospedale in 96 (3,6 volte di più), in 2 finiscono in terapia intensiva (4 volte di più) e ne muore 1 (12 volte di più). In questa fascia i non vaccinati in Abruzzo sono 12.297, mentre chi ha almeno due dosi 77.085 (pari all’81,38% del totale) e di questi in 32.178 hanno anche la terza dose.
Non contemplati in questo studio specifico dell’Iss i bambini più piccoli di 12 anni, nemmeno quelli tra 5 e 11 anni che possono ricevere il vaccino con formulazione pediatrica. Secondo lo stesso Istituto superiore di sanità, però, si sono contagiati e sono finiti in ospedale maggiormente rispetto alle fasce giovani vaccinate.
L’EFFICACIA DEL VACCINO
L’Iss ha anche calcolato l’efficacia del vaccino, dimostrando che è maggiore nei soggetti anziani, rispetto a quelli più giovani, che comunque hanno difesa immunitaria più forte e quindi minori rischi.
Prima sul contagio: «L’efficacia del vaccino (riduzione percentuale del rischio nei vaccinati rispetto ai non vaccinati) nel prevenire la diagnosi di infezione da SARS-CoV-2 è pari al 64% entro 90 giorni dal completamento del ciclo vaccinale, 52% tra i 91 e 120 giorni, e 42% oltre 120 giorni dal completamento del ciclo vaccinale, pari al 66% nei soggetti vaccinati con dose aggiuntiva/booster».
Continua il rapporto mostrando i dati della protezione vaccinale rispetto alle complicanze gravi del virus: «L’efficacia del vaccino nel prevenire casi di malattia severa è pari a 88% nei vaccinati con ciclo completo da meno di 90 giorni, 90% nei vaccinati con ciclo completo da 91 e 120 giorni, e 84% nei vaccinati che hanno completato il ciclo vaccinale da oltre 120 giorni, pari al 94% nei soggetti vaccinati con dose aggiuntiva/booster».