Contagiati 1.359 studenti: convocata l’unità di crisi

Oggi la riunione: scuole, 174mila no vax e ricoveri sono i nodi da sciogliere
L'AQUILA . Il Covid-19 dilaga nelle scuole. In Abruzzo si è registrata un'impennata di positivi tra gli studenti, con 1.359 contagiati dal 13 settembre ad oggi. Nella fascia di età tra 0 e 19 anni è L'Aquila a detenere il record assoluto negativo, ben 98 casi. Seguono Pescara con 73 e Sulmona con 67. Numeri che spaventano con la Regione che corre ai ripari e adotta le contromisure per bloccare la diffusione del virus.
Oggi, alle 16, il presidente, Marco Marsilio, riunirà l'Unità di crisi per valutare il da farsi: all'ordine del giorno l'incremento dei contagi negli istituti scolastici, il numero dei non vaccinati, ancora troppo elevato, e l'aumento dei ricoveri nei reparti di emergenza, con i casi che sono balzati a quota 350.
IL COVID DEGLI STUDENTI. È la fascia di età più giovane della quarta ondata, quella più colpita, come dimostrano i dati. Ben 1.359 i ragazzi che frequentano le scuole abruzzesi hanno contratto il Covid: di questi 391 nella fascia da 0 a 6 anni, 968 da 6 a 19 anni e 449 hanno tra i 12 e i 19 anni.
Prendendo in esame quest'ultimo range i contagi sono 25 a Sulmona e a Teramo, 24 a Giulianova e Pescara e 21 all'Aquila: le città con le cifre più elevate. Tra 6 e 19 anni, invece, è Pescara a detenere la maglia nera con 67 studenti contagiati, a Sulmona sono 61, all'Aquila 60, a Giuliano 49 e a Montesilvano 46. Numeri condizionati, inevitabilmente, anche dall'impossibilità di effettuare il vaccino, non ancora autorizzato per la fascia di età tra 0 e 12 anni. Ed è proprio la crescita dei contagi tra i banchi e nelle aule che ha indotto il presidente, Marsilio, a convocare l'Unità di crisi.
UNITÀ DI CRISI. L'appuntamento è per le 16. Intorno al tavolo siederanno, per valutare le misure da adottare per frenare la corsa del virus, saranno oltre a Marsilio, l'assessore alla Salute, Nicoletta Verì, il direttore dell'Agenzia sanitaria regionale della Regione Abruzzo, Pierluigi Cosenza, il direttore del Dipartimento della sanità della Regione, Claudio D'Amario, il responsabile della vaccinazione in Abruzzo, Maurizio Brucchi, l'assessore alla scuola, Pietro Quaresimale e Alberto Albani, responsabile dell'emergenza, oltre ai quattro direttori generali delle Asl abruzzesi. I temi sul tappeto sono caldissimi e vanno affrontati subito per evitare un'ulteriore crescita dei positivi, soprattutto tra gli studenti. È il primo punto che Marsilio sottoporrà all'attenzione degli esperti per decidere come intervenire e quali sono i punti nevralgici da neutralizzare.
NO- VAX. Altro nodo da sciogliere, che rappresenta lo zoccolo duro della campagna di vaccinazione contro il Covid-19 è quello del gruppo dei non vaccinati, che in Abruzzo sono ancora 174 mila pari al 14,5% di chi ha diritto a ricevere la dose, dai 12 anni in su.
Tra i non vaccinati, oltre ai no-vax che ideologicamente sono contrari alla somministrazione dei vaccini, figurano anche le persone che risiedono all'Estero e coloro che, per causa di forza maggiore, non sono riusciti a completare il ciclo vaccinale. Qui la Regione intende intervenire, per rosicchiare punti percentuali alla fetta di cittadini che non ha ancora ricevuto il vaccino e aumentare, di contro, la quota dei vaccinati.
RICOVERI IN AUMENTO. Seppure distanti dai livello dello scorso anno, preoccupa anche il continuo aumento dei ricoveri nei reparti di emergenza degli ospedali abruzzesi.
I contagi sono schizzati oltre quota 350 e in area medica e terapia intensiva viene occupato sempre un maggior numero di posti: più di cento.
È questo il terzo punto che verrà sottoposto al vaglio dell’Unità di crisi per scongiurare un nuovo aumento della soglia di allarme e capire come difendersi dall'avanzata dal virus. Il rischio, come evidenziato nei giorni scorsi da D'Amario è «ancora contenuto, ma ci sono pericolosi focolai, con le cifre relative alla diffusione della pandemia che stanno crescendo».
Il rischio che i contagi non si arrestino, trainati dagli studenti e che vadano a intaccare negativamente il periodo natalizio, è uno dei timori della Regione che punta a vaccinare il 92-93% della popolazione, convincendo anche i più restii che finora non hanno voluto partecipare alla campagna di vaccinazione.
Nel frattempo, è in atto una corsa contro il tempo per la somministrazione della terza dose del siero anti-Covid, con le Asl che si stanno organizzando per far partire, all'inizio di dicembre, la somministrazione della dose extra agli ultraquarantenni. Per Brucchi «il ritorno a scuola e l'utilizzo dei mezzi pubblici, oltre alla ripresa delle manifestazioni, hanno favorito in qualche modo la ripresa dei contagi, soprattutto tra i giovanissimi».
SISTEMA G2. È in corso, intanto, un braccio di ferro tra Regioni e Governo con i Governatori che chiedono di intervenire applicando anche in Italia il sistema G2, già adottato in Austria. Sistema che prevede il lockdown soltanto per i non vaccinati: un ulteriore deterrente al "no" alla vaccinazione, che potrebbe convincere molti degli indecisi e degli abruzzesi che nutrono più di una perplessità su eventuali effetti negativi della vaccinazione nel corso del tempo.
A tal proposito, ieri si è svolta una conferenza Stato-regioni a cui l'Abruzzo ha partecipato con il vice presidente della Regione, Emanuele Imprudente, delegato da Marsilio. Al termine della Cabina di regia si conosceranno le misure che verranno adottate in Abruzzo che, almeno per adesso, non sembra correre il rischio di passare dalla zona bianca a quella gialla, come spiegato da Marsilio.
L'obiettivo resta far scendere la curva dei contagi anche alla luce degli ultimi dati, che vedono un raddoppio del numero dei contagi negli ultimi dieci giorni, con la quarta ondata che accelera, soprattutto nelle scuole. Un balzo preoccupante.
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